La vaccinazione trivalente rappresenta il cardine della prevenzione sanitaria nel gatto, indipendentemente dal fatto che viva esclusivamente in casa o abbia accesso all’esterno. Questo vaccino di base protegge da tre importanti malattie virali: rinotracheite infettiva felina (Herpesvirus felino di tipo 1, FHV-1), calicivirosi (Calicivirus felino, FCV) e panleucopenia felina (Parvovirus felino, FPV).
1. Le malattie comprese nella trivalente
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Rinotracheite virale felina (FHV-1)
È causata da un Herpesvirus specifico del gatto e interessa soprattutto l’apparato respiratorio superiore. I sintomi comprendono starnuti, scolo nasale e oculare, congiuntivite, febbre e perdita di appetito. Dopo l’infezione primaria, il virus può rimanere latente nell’organismo e riattivarsi in situazioni di stress, rendendo il gatto un portatore cronico. -
Calicivirosi (FCV)
Anche il Calicivirus colpisce le vie respiratorie superiori, ma può manifestarsi con ulcere orali, gengivite e, in alcune varianti, con forme più gravi a carico di polmoni, fegato e articolazioni. È altamente contagioso e può diffondersi facilmente tramite secrezioni o oggetti contaminati (ciotole, lettiere, mani). -
Panleucopenia felina (FPV)
Si tratta di una malattia molto grave, causata da un Parvovirus estremamente resistente nell’ambiente. Provoca febbre, vomito, diarrea profusa, disidratazione e una drastica riduzione dei globuli bianchi (da cui il nome “panleucopenia”). Nei gattini non vaccinati può essere rapidamente letale.
2. Perché vaccinare anche i gatti che vivono in casa
Molti proprietari pensano che un gatto che non esce non abbia bisogno di vaccinazioni, ma è un errore comune.
I virus responsabili di queste malattie sono altamente contagiosi e possono essere introdotti in casa indirettamente: attraverso le scarpe, i vestiti o le mani del proprietario dopo il contatto con altri animali o ambienti contaminati (ambulatori, pensioni, giardini, cortili).
Inoltre, in caso di necessità di ricovero o visita veterinaria, il gatto potrebbe venire a contatto con altri soggetti potenzialmente infetti. La vaccinazione garantisce quindi una protezione di base indispensabile anche per i gatti “indoor”.
3. L’importanza di vaccinare anche l’animale anziano
Un altro errore diffuso è pensare che, con l’età, il gatto non abbia più bisogno dei richiami vaccinali. In realtà, il sistema immunitario del gatto anziano tende a ridurre la sua efficienza: questo significa che la capacità di reagire alle infezioni diminuisce, rendendolo più vulnerabile.
Mantenere aggiornate le vaccinazioni anche nei soggetti anziani aiuta a stimolare la memoria immunitaria e a fornire una protezione efficace nel tempo. Inoltre, la riattivazione di virus latenti, come l’Herpesvirus felino, è più frequente negli animali stressati o immunocompromessi — condizioni comuni nell’età avanzata.
Per questo è importante che il veterinario valuti ogni anno lo stato di salute generale e il protocollo vaccinale più adatto, bilanciando la protezione con le esigenze del singolo gatto.
4. Il protocollo vaccinale secondo le linee guida internazionali (WSAVA / AAFP)
Le linee guida WSAVA e AAFP suddividono i vaccini in core (essenziali) e non core (facoltativi).
La trivalente appartiene ai vaccini core, raccomandati per tutti i gatti, indipendentemente dallo stile di vita.
Protocollo vaccinale di base:
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Gattino:
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Prima dose: a partire dalle 6–8 settimane di età
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Richiami: ogni 2–4 settimane fino ad almeno 16 settimane di età
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Richiamo finale: 1 anno dopo l’ultima dose del ciclo primario
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Gatto adulto non vaccinato:
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Due dosi a distanza di 3–4 settimane
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Primo richiamo: 1 anno dopo la seconda dose
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Richiami successivi:
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Le linee guida indicano un richiamo ogni 3 anni per FPV (panleucopenia),
mentre per FHV-1 e FCV la protezione può essere 1–3 anni,
a seconda del tipo di vaccino, dello stato immunitario e dello stile di vita del gatto. -
Il veterinario valuta se mantenere un richiamo annuale nei soggetti a rischio (gatti anziani, immunodepressi, o che vivono con più animali).
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5. Benefici della vaccinazione
La vaccinazione trivalente non solo riduce il rischio di contrarre la malattia, ma in molti casi attenua la gravità dei sintomi e limita la diffusione del virus all’interno della popolazione felina. È dunque una misura di tutela sia individuale che collettiva, che rimane importante per tutto l’arco della vita del gatto — dal gattino all’anziano.
In sintesi, la vaccinazione trivalente è un atto di prevenzione semplice ma essenziale per garantire al gatto una vita lunga, sana e protetta. Anche se vive in casa o ha già molti anni, non bisogna mai abbassare la guardia: un controllo regolare e un richiamo vaccinale mirato restano la miglior forma di protezione.