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Ipertiroidismo del gatto: guida completa per i proprietari


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L’ipertiroidismo felino è una delle endocrinopatie più frequenti nel gatto adulto-anziano. Si tratta di una patologia cronica che, se non riconosciuta e trattata correttamente, può avere conseguenze importanti su cuore, reni e qualità di vita dell’animale.

Vediamo nel dettaglio cos’è, quando si manifesta, quali sintomi provoca, come si cura e cosa devono sapere i proprietari.

Cos’è l’ipertiroidismo del gatto

L’ipertiroidismo è una condizione caratterizzata da eccessiva produzione degli ormoni tiroidei, principalmente tiroxina (T4) e triiodotironina (T3), da parte della ghiandola tiroidea.

Nel gatto, nella stragrande maggioranza dei casi, la causa è una iperplasia adenomatosa benigna o un adenoma tiroideo funzionale.
Il carcinoma tiroideo è raro in questa specie.

L’eccesso di ormoni tiroidei determina un aumento del metabolismo basale, con effetti sistemici su:

  • apparato cardiovascolare

  • sistema nervoso

  • apparato digerente

  • muscolatura

  • funzione renale

 

A che età si manifesta

L’ipertiroidismo è una patologia tipica del gatto anziano.

  • Età media di insorgenza: 10–13 anni

  • Raro nei gatti sotto i 7 anni

  • L’incidenza aumenta progressivamente con l’età

Per questo motivo è fortemente consigliato includere il dosaggio della T4 totale nei controlli di routine dei gatti senior.

Sintomi dell’ipertiroidismo nel gatto

I segni clinici possono essere inizialmente sfumati e facilmente sottovalutati dal proprietario. Con il tempo, diventano più evidenti.

Sintomi più comuni

  • Perdita di peso nonostante appetito aumentato (polifagia)

  • Iperattività, nervosismo, irrequietezza

  • Aumento della sete e della minzione (polidipsia e poliuria)

  • Vomito e/o diarrea

  • Pelo opaco, arruffato, scarsa cura del mantello

  • Debolezza muscolare, soprattutto degli arti posteriori

Segni cardiovascolari

  • Tachicardia

  • Soffi cardiaci

  • Ipertrofia cardiaca secondaria (cardiomiopatia ipertrofica funzionale)

Altri segni possibili

  • Intolleranza al caldo

  • Vocalizzazioni notturne

  • Aggressività o cambiamenti comportamentali

 

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’integrazione di:

  • Visita clinica accurata

  • Dosaggio della T4 totale (test di screening)

  • Esami emato-biochimici di supporto

  • Valutazione della funzione renale (creatinina, SDMA)

Nei casi dubbi può essere utile:

  • T4 libera (fT4)

  • Rivalutazione a distanza di tempo

È fondamentale ricordare che l’ipertiroidismo può mascherare una malattia renale cronica, che può emergere dopo l’inizio della terapia.

Terapie disponibili

La scelta terapeutica dipende da età, condizioni generali del gatto, presenza di comorbidità e possibilità gestionali del proprietario.

1. Terapia farmacologica

  • Metimazolo (orale o transdermico)

  • Riduce la sintesi degli ormoni tiroidei

  • Terapia cronica e reversibile

  • Richiede controlli periodici (emocromo, fegato, T4)

Possibili effetti collaterali:

  • Vomito

  • Anoressia

  • Prurito facciale

  • Alterazioni ematologiche (rare ma possibili)

 

2. Dieta a basso contenuto di iodio

  • Dieta veterinaria specifica

  • Può essere efficace solo se seguita in modo esclusivo

  • Non adatta a gatti che escono o convivono con altri animali con alimentazione diversa

 

3. Terapia con iodio radioattivo (I-131)

  • Trattamento definitivo

  • Distrugge selettivamente il tessuto tiroideo iperfunzionante

  • Altissima percentuale di successo

  • Disponibile solo in centri specializzati

  • Richiede isolamento temporaneo post-trattamento


4. Chirurgia tiroidea

  • Oggi meno utilizzata

  • Indicata in casi selezionati

  • Rischio anestesiologico nel gatto anziano

  • Possibili complicanze (ipoparatiroidismo, recidive)

 

Consigli pratici per i proprietari

  • Non sottovalutare dimagrimento e iperfagia nel gatto anziano

  • Effettuare controlli annuali (o semestrali dopo i 10 anni)

  • Seguire scrupolosamente la terapia prescritta

  • Non sospendere o modificare i farmaci senza consultare il veterinario

  • Monitorare appetito, peso, comportamento e frequenza cardiaca

  • Accettare che la terapia richieda controlli periodici nel tempo

 

Conclusione

L’ipertiroidismo del gatto è una patologia frequente, diagnosticabile e trattabile. Una diagnosi precoce e una gestione corretta permettono al gatto di mantenere una buona qualità di vita anche in età avanzata.

Il ruolo del veterinario e la collaborazione del proprietario sono fondamentali per il successo terapeutico.

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