Quando un cane o un gatto deve affrontare un’anestesia, una delle prime domande dei proprietari è spesso: “Ma gli esami del sangue sono davvero necessari?”
La risposta è che gli esami pre-anestetici rappresentano uno strumento importante per conoscere lo stato di salute del paziente prima dell’anestesia e individuare eventuali alterazioni che potrebbero non essere evidenti durante la visita clinica.
Cosa controllano gli esami pre-anestetici?
In base al paziente e al tipo di intervento, il veterinario può richiedere diversi parametri ematologici e biochimici.
L’emocromo permette, per esempio, di valutare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, fornendo informazioni utili su anemia, risposta infiammatoria e capacità di coagulazione.
Il profilo biochimico, invece, può fornire indicazioni sul funzionamento di organi come fegato e reni, oltre a permettere di valutare alcuni parametri metabolici.
Il profilo coagulativo, invece, permette di valutare la capacità del sangue di coagulare correttamente, fornendo informazioni importanti soprattutto prima di procedure chirurgiche, nelle quali il controllo del sanguinamento è fondamentale.
Perché fegato e reni sono così importanti?
Durante l’anestesia l’organismo deve metabolizzare ed eliminare i farmaci utilizzati.
Il fegato è coinvolto nel metabolismo di numerosi farmaci anestetici, mentre i reni partecipano all’eliminazione di diverse sostanze e al mantenimento dell’equilibrio interno dell’organismo.
Se sono presenti alterazioni della funzionalità di questi organi, il veterinario può dover modificare la scelta dei farmaci, il loro dosaggio o la gestione del paziente.
Un animale apparentemente sano può avere delle alterazioni?
Sì.
Cani e gatti possono presentare alcune alterazioni senza mostrare sintomi evidenti. Gli esami pre-anestetici possono quindi aggiungere informazioni che la sola visita clinica non è in grado di fornire.
Questo è particolarmente importante nei pazienti anziani, nei soggetti con patologie già diagnosticate o quando l’intervento è programmato.
Gli esami eliminano completamente i rischi?
No. Nessun esame può garantire che un’anestesia sia completamente priva di rischi.
Gli esami servono però a conoscere meglio il paziente e a prendere decisioni più consapevoli prima della procedura.
Il veterinario valuta i risultati insieme all’anamnesi, alla visita clinica, all’età, alle condizioni del paziente e al tipo di intervento.
E durante l’anestesia?
La sicurezza non dipende solamente dagli esami effettuati prima dell’anestesia.
Durante la procedura il paziente viene monitorato attraverso parametri come frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, pressione arteriosa, temperatura e ventilazione, in base alle necessità del caso.
Dalla preparazione al risveglio, ogni fase contribuisce a rendere l’anestesia il più sicura possibile.
In conclusione
Gli esami pre-anestetici non sono un semplice “controllo di routine”: sono uno strumento che permette al team veterinario di conoscere meglio il paziente, individuare eventuali problemi e pianificare l’anestesia in modo più personalizzato.
Perché prima di anestetizzare un animale, conoscere il suo stato di salute è il primo passo per prendersene cura.