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Malassezia: quando un normale lievito diventa un problema


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La Malassezia è un lievito normalmente presente sulla pelle e nelle orecchie di cani e gatti. In condizioni normali fa parte del microbiota cutaneo e non provoca necessariamente problemi.

Il problema nasce quando, in presenza di determinate condizioni, prolifera eccessivamente, causando un’infiammazione della cute.

Perché può proliferare?

Tra i principali fattori predisponenti troviamo:

  • dermatite atopica e allergie
  • aumento di umidità e calore sulla pelle
  • alterazioni della barriera cutanea
  • eccessiva produzione di sebo
  • alcune malattie endocrine
  • conformazione delle orecchie o delle pieghe cutanee

Per questo motivo, trovare Malassezia non significa necessariamente che sia la causa primaria del problema: spesso può essere una conseguenza di una condizione cutanea preesistente.

Come si manifesta?

La proliferazione eccessiva può provocare:

  • prurito
  • arrossamento
  • pelle più scura e ispessita nei casi cronici
  • desquamazione
  • odore caratteristico e intenso
  • pelo unto o alterato

Può interessare diverse zone del corpo, come orecchie, zampe, spazi interdigitali, ascelle, inguine e pieghe cutanee.

E nelle orecchie?

La Malassezia è frequentemente coinvolta nelle otiti esterne, soprattutto quando sono presenti altri fattori predisponenti.

Un animale con otite può presentare prurito, scuotimento della testa, arrossamento e aumento del cerume, che può assumere un aspetto scuro e untuoso.

Come si diagnostica?

Uno strumento semplice ma molto utile è la citologia.

Con un campione prelevato dalla cute o dall’orecchio è possibile osservare il materiale al microscopio e valutare la presenza e la quantità di Malassezia.

Questo permette al veterinario di capire se il lievito è presente in quantità compatibili con una proliferazione eccessiva e di impostare il trattamento più adatto.

Come si tratta?

Il trattamento dipende dalla localizzazione e dalla gravità del problema e può prevedere terapie locali o, quando necessario, sistemiche.

Ma c’è un punto fondamentale: trattare solo la Malassezia non sempre risolve il problema.

Se alla base ci sono, per esempio, un’allergia o un’altra patologia cutanea, è importante individuare e gestire anche la causa predisponente per ridurre il rischio di recidive.

In conclusione

La Malassezia non è un “patogeno cattivo” da eliminare a tutti i costi: è un normale abitante della cute che può diventare problematico quando l’equilibrio della pelle viene alterato.

👉 Prurito, cattivo odore, arrossamento o otiti ricorrenti non andrebbero trattati autonomamente: una valutazione veterinaria e, quando indicato, una semplice citologia possono aiutare a capire cosa sta realmente succedendo.

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