L’epilessia è una delle cause più frequenti di crisi convulsive ricorrenti nel cane e una condizione tutt’altro che rara anche nel gatto. È importante distinguere la “crisi epilettica” (l’evento) dalla “epilessia” (la malattia: crisi ricorrenti dovute a una predisposizione del cervello a generarle).
1) Che cos’è l’epilessia
Crisi epilettica = episodio improvviso dovuto a una scarica elettrica anomala e sincronizzata di neuroni cerebrali.
Epilessia = presenza di crisi ricorrenti non provocate (o comunque non spiegate da un singolo evento occasionale).
Classificazione delle cause
Oggi si ragiona in tre grandi categorie:
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Epilessia idiopatica (IE): nessuna lesione strutturale identificabile e nessuna causa metabolica/tossica evidente; nel cane è molto comune.
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Epilessia strutturale: esiste una lesione cerebrale (tumori, encefaliti, malformazioni, esiti vascolari/traumatici, ecc.).
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Crisi reattive: il cervello è “strutturalmente normale”, ma reagisce a un problema extracranico (ipoglicemia, alterazioni elettrolitiche, epatopatie, intossicazioni, ecc.).
Questa impostazione è alla base delle linee di consenso internazionali in veterinaria.
Nel gatto, rispetto al cane, spesso la probabilità di una causa strutturale può essere più alta (a seconda di età e contesto clinico), quindi l’iter diagnostico tende ad essere più “aggressivo” verso imaging e indagini avanzate quando indicato.
2) Come si manifesta: segni tipici prima, durante e dopo la crisi
Le crisi non sono tutte uguali. In pratica le vediamo così:
A) Fase pre-critica (aura/prodromi)
Il proprietario può notare minuti/ore prima:
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irrequietezza, ricerca del contatto
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vocalizzi, ansia
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nel gatto: improvvise “stranezze” comportamentali (talvolta molto sottili)
B) Crisi (ictus)
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Generalizzata tonico-clonica: perdita di coscienza, irrigidimento, paddling, scialorrea, talvolta urine/feci.
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Focale: tremori/localizzazioni (un arto, muso), scatti, automatismi, “fly-biting”, movimenti ripetitivi; può evolvere in generalizzata.
C) Post-ictus
Da minuti a ore (a volte di più):
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disorientamento, fame/sete intensa
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andatura instabile, cecità transitoria
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nel gatto: può esserci una fase di “stress”
3) Cause: cosa dobbiamo cercare
Le cause sospette cambiano molto con:
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età d’esordio
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tipo di crisi
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esame neurologico tra una crisi e l’altra
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presenza di segni sistemici
Cause frequenti da considerare
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Idiopatica / genetica: soprattutto nel cane giovane-adulto, con visita neurologica intercritica normale (ma non è una regola assoluta).
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Encefaliti / meningoencefaliti (infettive o immunomediate)
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Neoplasie intracraniche (più probabili con l’età)
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Malformazioni (es. idrocefalo, anomalie corticali)
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Vascolari / traumatiche
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Metaboliche/tossiche (reattive): ipoglicemia, uremia, shunt/epatopatie, ipocalcemia, intossicazioni (lumachicidi, piretroidi, ecc.). Nel gatto le crisi reattive rappresentano una quota rilevante dei disturbi convulsivi riportati in letteratura.
4) Come si arriva alla diagnosi
L’obiettivo non è solo “dire che è epilessia”, ma soprattutto capire quale tipo (idiopatica vs strutturale vs reattiva), perché terapia e prognosi cambiano.
Step 1 — Anamnesi precisa + video
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Frequenza, durata, orario, eventuali trigger
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Descrizione della fase post-critica
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Farmaci/antiparassitari, possibili tossici
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Video: spesso vale più di mille parole.
Step 2 — Visita clinica + neurologica
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Se l’esame neurologico non è normale tra le crisi, aumenta il sospetto di causa strutturale.
Step 3 — Esami di base
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Emocromo + biochimico + elettroliti
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Glicemia
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Valutazione epatica (± acidi biliari/ammoniemia se indicati)
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Urine
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Pressione, eventualmente test mirati (es. tiroide nel cane, a seconda del caso)
Step 4 — Indagini avanzate quando indicate
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RM encefalo (gold standard) ± TC (se RM non disponibile)
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Liquor (CSF) se sospetto infiammatorio/infettivo
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Test infettivologici mirati in base a segni e area geografica
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EEG: in veterinaria è meno diffuso rispetto all’umana, ma può essere utile in selezionati casi/centri.
5) Terapie: cosa possiamo fare davvero
Quando iniziare una terapia di mantenimento?
In genere (regola pratica condivisa) quando:
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le crisi sono frequenti o in aumento,
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compaiono cluster (più crisi in 24 h),
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o c’è stato status epilepticus,
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o l’impatto sulla qualità di vita è rilevante.
A) Terapia di fondo nel cane
Farmaci comunemente usati :
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Fenobarbital: molto efficace, richiede monitoraggio clinico e laboratoristico.
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Imepitoina: autorizzata in UE per ridurre la frequenza di crisi generalizzate da epilessia idiopatica nel cane (con appropriate valutazioni cliniche).
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Bromuro di potassio: spesso come add-on nei refrattari (attenzione a dieta e effetti collaterali).
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Levetiracetam: spesso come add-on o in protocolli particolari; utile anche in alcuni scenari d’urgenza.
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Zonisamide e altri: soprattutto come terapia aggiuntiva in casi selezionati.
Monitoraggio: obiettivo non è sempre “zero crisi”, ma riduzione significativa della frequenza/severità, con effetti collaterali accettabili.
B) Terapia di fondo nel gatto
Nel gatto si usano spesso:
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Fenobarbital come prima scelta in molte situazioni
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Levetiracetam come monoterapia o add-on (buon profilo di sicurezza in molti pazienti)
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Zonisamide: evidenze in crescita e spesso ben tollerato
La letteratura sui farmaci nel gatto è meno robusta rispetto al cane, quindi la gestione va ancora più personalizzata.
C) Gestione delle emergenze: crisi prolungata, cluster, status epilepticus
Questi sono i casi davvero pericolosi.
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Status epilepticus: crisi continua o crisi ripetute senza recupero completo → emergenza assoluta.
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Cluster: più crisi ravvicinate (tipicamente nelle 24 ore) → elevato rischio di peggioramento.
Rescue “a casa” (solo se prescritto dal veterinario con istruzioni scritte):
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Tradizionalmente diazepam rettale
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Sempre più interesse per midazolam intranasale, che in studi clinici risulta efficace e spesso superiore al diazepam rettale per interrompere l’emergenza convulsiva (in contesti controllati).
6) Aspettative di vita e prognosi
Dipende soprattutto dalla causa:
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Idiopatica ben controllata: molti cani e gatti possono avere aspettativa di vita buona, con una vita normale o quasi, se terapia e follow-up sono corretti.
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Strutturale (tumori/encefaliti ecc.): prognosi molto variabile, legata alla patologia di base e alla risposta al trattamento specifico.
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Reattiva: spesso ottima se si corregge la causa (es. ipoglicemia/intossicazione).
Prognosi peggiore quando:
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crisi molto frequenti, cluster/status,
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scarsa risposta a ≥2 farmaci ben gestiti,
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comorbidità importanti.
7) Novità e “frontiere” nelle terapie
A) Dieta e nutraceutica: MCT (trigliceridi a catena media)
Nei cani con epilessia idiopatica, diversi studi mostrano che una dieta/supplementazione arricchita in MCT può ridurre crisi e migliorare alcuni aspetti comportamentali in una parte dei pazienti, come supporto (non sostituto) ai farmaci.
B) Cannabidiolo (CBD): risultati interessanti, ma non “miracolosi”
Trial controllati mostrano riduzioni statisticamente significative di frequenza/giorni con crisi in alcuni cani, ma la quota di “super-responder” non è sempre diversa dal placebo e servono attenzione e monitoraggi (possibili aumenti di enzimi epatici, disturbi GI, sedazione/atassia).
In pratica: può essere valutato in casi selezionati e seguiti bene, non come fai-da-te.
C) Rescue più moderno
Cresce l’uso (guidato dal veterinario) di protocolli di rescue più efficaci e pratici, incluso l’interesse per midazolam intranasale.
8) Consigli pratici per i proprietari: cosa fare durante una crisi
Cosa fare
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Resta calmo e guarda l’orologio: la durata è un dato clinico fondamentale.
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Metti in sicurezza: allontana oggetti, proteggi la testa con qualcosa di morbido, spegni luci forti/TV se possibile.
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Non mettere le mani in bocca: non “inghiotte la lingua”, ma può mordere involontariamente.
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Non bloccare i movimenti.
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Registra un video se puoi farlo senza rischi.
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Dopo la crisi: ambiente tranquillo, poca stimolazione, acqua quando è pienamente vigile (attenzione a voracità e disorientamento).
Quando è emergenza e devi andare subito in clinica
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Crisi che dura > 5 minuti
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Due o più crisi ravvicinate senza recupero completo
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Difficoltà respiratoria, cianosi, ipertermia marcata
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Prima crisi in assoluto (soprattutto se cucciolo/gattino o animale anziano)
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Sospetta ingestione di tossici
Cosa fare nelle 24–48 ore successive
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Nota su un diario: data/ora, durata, tipo, recupero, possibili trigger
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Contatta il veterinario per ricalibrare terapia o diagnostica
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Se previsto: segui il protocollo di rescue prescritto (mai improvvisare dosaggi)
9) Messaggi chiave da “portare a casa”
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L’epilessia si gestisce: spesso non si “guarisce”, ma si può controllare bene.
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La diagnosi è un percorso: prima escludere le cause reattive, poi valutare strutturale vs idiopatica.
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Il successo dipende molto da aderenza alla terapia, monitoraggi e diario delle crisi.
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Le novità più concrete oggi: approcci dietetici (MCT) in alcuni cani, CBD in casi selezionati con monitoraggio, e protocolli d’urgenza/rescue sempre più standardizzati.