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Autore: silvia

Siberian Husky

Origini e storia

Il Siberian Husky è una razza canina antica, originaria della Siberia nord-orientale. Fu selezionata dalla popolazione dei Ciukci, che utilizzava questi cani come animali da traino per le slitte, ma anche come compagni di vita, grazie al loro carattere socievole.
All’inizio del XX secolo furono importati in Alaska per partecipare alle corse di slitte e guadagnarono notorietà mondiale durante la famosa spedizione del 1925 a Nome, quando una muta di Husky contribuì a trasportare siero antidifterico salvando centinaia di vite. Da quel momento la razza si diffuse anche in Europa, divenendo molto apprezzata come cane da compagnia e da lavoro.

Caratteristiche fisiche

Il Siberian Husky è un cane di taglia media, agile e resistente, selezionato per il lavoro in ambienti estremamente freddi.

  • Altezza al garrese: 50–60 cm circa

  • Peso: 16–28 kg

  • Mantello: doppio, folto e isolante, con sottopelo fitto e pelo di copertura medio-lungo; colori variabili dal bianco puro al nero, con frequenti maschere facciali.

  • Occhi: possono essere azzurri, marroni, ambra o eterocromi (uno di ciascun colore).

  • Coda: folta, portata ad anello sul dorso.

Carattere e temperamento

Il Siberian Husky è noto per il suo carattere vivace, indipendente e socievole.

  • È un cane affettuoso con la famiglia, ma non particolarmente territoriale, quindi poco indicato come cane da guardia.

  • Ama vivere in branco e soffre la solitudine, motivo per cui necessita di interazioni quotidiane.

  • Ha un forte istinto predatorio verso piccoli animali e tende alla fuga se non adeguatamente contenuto.

  • È energico e necessita di molto esercizio fisico: corse, passeggiate lunghe e attività sportive come il canicross o lo sleddog.

Patologie comuni della razza

Come molte razze selezionate, anche il Siberian Husky è predisposto a determinate condizioni patologiche:

  • Patologie oculari ereditarie: atrofia progressiva della retina (PRA), cataratta giovanile, distrofia corneale.

  • Displasia dell’anca: meno frequente rispetto ad altre razze di taglia media-grande, ma comunque possibile.

  • Dermatopatie: alcuni soggetti mostrano sensibilità cutanee, allergie o alopecia da muta.

  • Disturbi autoimmuni: come il pemfigo foliaceo o l’uveodermatite, seppur rari, sono stati segnalati nella razza.

  • Problemi digestivi: sensibilità a cambi repentini di dieta o a cibi di bassa qualità.

Consigli per i proprietari

  1. Esercizio fisico: il Siberian Husky non è adatto a persone sedentarie. Richiede almeno 2 ore di attività quotidiana.

  2. Gestione del pelo: durante la muta stagionale perde grandi quantità di pelo, quindi è fondamentale una spazzolatura frequente.

  3. Educazione: va socializzato fin da cucciolo e educato con costanza, usando metodi positivi per evitare comportamenti distruttivi.

  4. Alimentazione: deve essere equilibrata e di alta qualità, preferendo diete ricche di proteine e grassi, simili a quelle di un cane da lavoro.

  5. Prevenzione sanitaria: controlli veterinari periodici, screening oculistici e ortopedici nei riproduttori, vaccinazioni e profilassi antiparassitarie regolari.

 

 Il Siberian Husky è una razza splendida, ma richiede impegno e conoscenza: non è un cane “per tutti”. Con le giuste attenzioni, può diventare un compagno fedele, allegro e instancabile, capace di arricchire profondamente la vita della sua famiglia.

L’importanza dell’igiene orale nel gatto

Introduzione

L’igiene orale nel gatto è un aspetto della salute troppo spesso trascurato. A differenza del cane, il gatto tende a mascherare i segni di dolore o fastidio, e questo porta i proprietari a sottovalutare la gravità delle patologie del cavo orale. Tuttavia, studi clinici dimostrano che oltre il 70% dei gatti sopra i tre anni sviluppa una forma di malattia dentale. Queste condizioni non sono solo fonte di dolore cronico, ma possono avere ripercussioni importanti sulla salute generale dell’animale.

Le principali patologie orali del gatto

  1. Gengivite

    • È l’infiammazione dei tessuti gengivali, spesso causata dall’accumulo di placca batterica.

    • I segni tipici sono arrossamento e gonfiore delle gengive, talvolta accompagnati da alitosi.

    • Se diagnosticata precocemente, è una condizione reversibile.

  2. Parodontite

    • È la progressione della gengivite non trattata.

    • Porta a perdita di attacco gengivale, retrazione della gengiva e mobilità dentale.

    • Può determinare la caduta dei denti e infezioni profonde che raggiungono l’osso alveolare.

  3. Stomatite cronica felina

    • È una delle malattie più complesse del gatto, caratterizzata da infiammazione diffusa e dolorosa della mucosa orale.

    • Spesso è correlata a disfunzioni del sistema immunitario e alla presenza di infezioni virali (FIV, FeLV, calicivirus).

    • I gatti affetti manifestano dolore intenso, rifiuto del cibo e dimagrimento.

  4. Lesioni odontoclastiche riassorbitive feline (FORL)

    • Sono lesioni progressive che distruggono la struttura dentale a partire dalla giunzione cemento-smalto.

    • Sono molto dolorose e spesso invisibili a occhio nudo: la diagnosi richiede radiografie dentali.

    • Possono colpire singoli denti o l’intera dentatura.

Sintomi da riconoscere

I segni clinici delle malattie orali nei gatti non sempre sono evidenti. Alcuni campanelli d’allarme sono:

  • Alitosi persistente (spesso segno di infezione batterica).

  • Scialorrea (salivazione eccessiva).

  • Difficoltà nella masticazione: il gatto può lasciare cadere il cibo o prediligere alimenti morbidi.

  • Perdita di peso e inappetenza: la difficoltà a mangiare riduce l’assunzione di nutrienti.

  • Sanguinamento dalle gengive o tracce ematiche sul pelo.

  • Comportamenti anomali come irritabilità, sfregamento del muso o isolamento.

Poiché i gatti raramente vocalizzano il dolore, la sottovalutazione dei sintomi è frequente: ecco perché il controllo veterinario è essenziale.

Conseguenze sistemiche

L’infezione cronica del cavo orale non è un problema isolato. I batteri presenti nella bocca possono entrare nel torrente ematico (batteriemia) e depositarsi in organi come:

  • Reni → peggioramento di insufficienza renale cronica, molto comune nel gatto anziano.

  • Cuore → endocarditi batteriche.

  • Fegato → epatopatie secondarie.

Questo legame tra salute orale e salute sistemica è ormai ben documentato, e sottolinea l’importanza della prevenzione.

Diagnosi

La valutazione del cavo orale nel gatto richiede spesso una visita in anestesia generale, perché l’animale difficilmente permette un’ispezione completa da sveglio.
Gli strumenti diagnostici includono:

  • Esame clinico diretto del cavo orale.

  • Radiografie dentali intraorali, fondamentali per individuare le lesioni riassorbitive.

  • Esami di laboratorio per valutare lo stato generale dell’organismo, soprattutto nei soggetti anziani.

 

Prevenzione e gestione

La prevenzione delle malattie orali feline si basa su più livelli:

  1. Visite veterinarie periodiche

    • Un controllo annuale è raccomandato per tutti i gatti, e ogni 6 mesi nei soggetti anziani o già affetti da patologie.

  2. Detartrasi professionale

    • La rimozione di placca e tartaro con ultrasuoni, effettuata in anestesia, è il trattamento più efficace.

    • Dopo la pulizia, i denti vengono lucidati per rallentare la riformazione della placca.

  3. Igiene domiciliare

    • Spazzolatura dei denti con spazzolini e dentifrici specifici per gatti: è il metodo più efficace, ma va introdotto gradualmente.

    • Alimenti e snack dentali: crocchette formulate per ridurre la placca grazie a consistenza e principi attivi.

    • Additivi nell’acqua o gel orali: riducono la proliferazione batterica e migliorano l’alito.

  4. Gestione delle patologie croniche

    • Nei casi di stomatite grave, possono rendersi necessarie terapie farmacologiche immunomodulanti o, nei casi più estremi, l’estrazione totale dei denti, che paradossalmente migliora la qualità della vita del gatto.

 

Conclusioni

L’igiene orale nel gatto non è solo una questione estetica: è un fattore determinante per la salute e il benessere generale. Prevenire e trattare le malattie dentali significa ridurre dolore cronico, migliorare la qualità di vita e diminuire il rischio di complicanze sistemiche.

Il cane Corso

1. Storia e origine della razza

Il Cane Corso è una razza canina italiana di antiche origini, discendente diretto dei molossi romani utilizzati come cani da guerra, da guardia e da caccia alla grossa selvaggina. Il nome “Corso” deriva probabilmente dal latino cohors (custode, protettore) o dal dialetto meridionale “cors” (forte, robusto). Storicamente diffuso soprattutto nelle campagne dell’Italia centro-meridionale, era impiegato per la custodia delle proprietà, la conduzione del bestiame e la protezione della famiglia. La razza ha rischiato l’estinzione nel dopoguerra, ma a partire dagli anni ’70 è stata recuperata grazie all’opera di appassionati allevatori.

2. Caratteristiche di razza

Il Cane Corso è un molossoide di taglia grande, muscoloso e armonico, dall’aspetto elegante e possente.

  • Altezza al garrese: maschi 64-68 cm, femmine 60-64 cm.

  • Peso: maschi 45-50 kg, femmine 40-45 kg.

  • Testa: larga e leggermente convessa, con stop marcato e muso corto.

  • Mantello: pelo corto, fitto e lucente; colori ammessi: nero, grigio, fulvo, tigrato.

  • Movimento: fluido, potente e agile, con un portamento fiero.
    La sua struttura fisica gli conferisce resistenza, velocità e forza, rendendolo adatto sia al lavoro che alla compagnia.

 

3. Temperamento

Il Cane Corso è un cane equilibrato, intelligente e molto legato alla famiglia.

  • Indole protettiva: sviluppa un forte istinto di guardia, senza essere eccessivamente aggressivo se correttamente socializzato.

  • Fedeltà: si affeziona profondamente al nucleo familiare e tende a essere diffidente con gli estranei.

  • Intelligenza e reattività: impara rapidamente, ma necessita di un’educazione coerente e ferma.

  • Compatibilità: ottimo con i bambini se abituato fin da cucciolo, ma va sempre supervisionato per via della mole e della forza fisica.

 

4. Problemi veterinari più comuni

Come molte razze di grande taglia, il Cane Corso può essere predisposto ad alcune patologie:

  • Displasia dell’anca e del gomito: malformazioni articolari che causano dolore e zoppia.

  • Entropion ed ectropion: difetti palpebrali che possono provocare irritazioni e infezioni oculari.

  • Torsione gastrica: emergenza veterinaria grave che richiede intervento immediato.

  • Cardiopatie (cardiomiopatia dilatativa): più rara, ma possibile in soggetti predisposti.

  • Problemi dermatologici: dermatiti e alopecie, soprattutto nei climi caldi e umidi.
    La prevenzione passa per controlli veterinari periodici, screening genetici e una corretta gestione alimentare.

 

5. Consigli per il proprietario

  • Educazione precoce: iniziare la socializzazione da cucciolo per evitare comportamenti eccessivamente protettivi o dominanti.

  • Esercizio fisico: necessita di passeggiate lunghe e attività regolare per mantenere tono muscolare e benessere mentale.

  • Alimentazione equilibrata: dieta di qualità, calibrata in base all’età e al livello di attività, per evitare sovrappeso e problemi articolari.

  • Controlli veterinari regolari: monitorare crescita, apparato scheletrico e salute generale.

  • Ambiente adatto: spazio sufficiente per muoversi; non è un cane da vita sedentaria in appartamento.
    Con un proprietario responsabile e consapevole, il Cane Corso può diventare un compagno leale, affidabile e affettuoso.

Il Certosino

Origine e storia

Il Certosino è una delle razze feline più antiche d’Europa. Le sue origini risalgono al Medioevo, con probabili radici in Medio Oriente. Si ipotizza che sia stato introdotto in Francia dai Crociati, dove fu allevato nei monasteri certosini — da cui il nome — anche se questa associazione storica rimane oggetto di dibattito. Durante i secoli, il Certosino è stato apprezzato per le sue doti di cacciatore e la sua indole tranquilla, al punto da essere spesso raffigurato in opere d’arte e letteratura francesi.

Caratteristiche fisiche

Il Certosino si distingue per il suo manto grigio-blu uniforme, morbido e lanoso, composto da un fitto doppio strato che lo protegge dal freddo. La tonalità può variare dal grigio chiaro al blu ardesia, ma è sempre uniforme e senza striature.

Tra le sue principali caratteristiche morfologiche troviamo:

  • Taglia media o grande, corpo robusto e muscoloso.

  • Testa larga, con profilo a trapezio e guance sviluppate.

  • Occhi grandi, rotondi, di un intenso colore ramato o arancione.

  • Orecchie erette, di media dimensione, leggermente arrotondate all’apice.

  • Zampe forti e di media lunghezza, con piedi rotondi.

Il dimorfismo sessuale è ben evidente: i maschi sono sensibilmente più grandi delle femmine.

Carattere

Il Certosino è un gatto equilibrato, tranquillo e affettuoso, ma mai invadente. Ama la compagnia dei suoi umani, ma conserva una certa indipendenza. Non è un gatto eccessivamente vocale e si adatta bene alla vita in appartamento, purché abbia stimoli e spazi adeguati.

È particolarmente adatto a famiglie con bambini, persone anziane e anche con altri animali, grazie al suo temperamento socievole e alla grande capacità di adattamento. L’intelligenza spiccata lo rende facile da educare e incline a instaurare una forte relazione con il proprietario.

Problemi veterinari più comuni

Il Certosino è generalmente una razza robusta e longeva (molti esemplari superano i 15 anni), ma può presentare alcune predisposizioni a problemi di salute, tra cui:

  • Malattie renali: come la nefropatia policistica felina (PKD), sebbene meno comune rispetto ad altre razze a pelo lungo.

  • Problemi articolari: in particolare nei maschi di grossa taglia, possono insorgere artrosi in età avanzata.

  • Calcoli urinari: è importante controllare la dieta e promuovere un’adeguata idratazione.

  • Obesità: per la sua natura tranquilla, può tendere al sovrappeso se non correttamente alimentato o stimolato.

Non presenta patologie genetiche specifiche se allevato correttamente, ma è comunque fondamentale scegliere allevatori seri che eseguano test preventivi sui riproduttori.

Consigli per i proprietari

Chi desidera adottare un Certosino deve tenere in considerazione alcune attenzioni:

  • Alimentazione bilanciata: preferibilmente di buona qualità, controllando il peso corporeo e scegliendo formule specifiche per gatti sterilizzati o sedentari.

  • Spazzolatura settimanale: il mantello non è particolarmente soggetto a nodi, ma una spazzolata regolare aiuta a rimuovere il pelo morto e mantiene il manto lucido.

  • Controlli veterinari regolari: utili per monitorare la salute renale, il peso e prevenire patologie silenti.

  • Stimolazione mentale e fisica: giochi, tiragraffi e percorsi casalinghi aiutano a evitare la noia e il sovrappeso.

  • Socializzazione: il Certosino è un ottimo compagno se integrato nella famiglia in modo graduale e rispettoso dei suoi tempi.

Come interpretare l’etichetta degli alimenti per cani e gatti

Perché è importante leggere l’etichetta?

Scegliere il giusto alimento per il proprio cane o gatto non significa solo affidarsi a una marca conosciuta o al prezzo. Leggere correttamente l’etichetta è fondamentale per capire la qualità reale del prodotto, evitare ingredienti indesiderati e garantire il benessere del nostro pet.

1. Composizione: cosa significa davvero “carne e derivati”?

L’etichetta riporta gli ingredienti in ordine decrescente di peso.

Spesso si leggono frasi come:

  • “Carne e derivati di origine animale 20%”

  • “Cereali 25%”

Attenzione!

  • Carne e derivati” non significa solo muscolo: può includere organi interni, scarti di macellazione, cartilagini.

  • Cereali” è un termine generico: non specifica se si tratta di riso, mais, grano o sottoprodotti (crusca, farinetta, etc.).

Consiglio pratico: prediligi alimenti che specificano le fonti proteiche (“pollo disidratato”, “salmone fresco”) piuttosto che usare diciture generiche.

2. Additivi: tra nutrienti e conservanti

Gli additivi sono fondamentali, ma è importante capire quali sono funzionali e quali sono solo estetici o conservativi.

Additivi nutrizionali:

  • Vitamine (A, D3, E, gruppo B)

  • Minerali (zinco, ferro, rame, manganese, iodio)

Additivi tecnologici o sensoriali:

  • Conservanti (es. BHA, BHT)

  • Aromatizzanti

  • Coloranti (da evitare: sono inutili per l’animale, servono solo a noi umani)

Consiglio pratico: evita alimenti con molti coloranti e scegli prodotti che usano conservanti naturali (es. estratti di rosmarino, tocoferoli).

3. Componenti analitici: cosa significano?

Questa parte indica la composizione chimica dell’alimento.

Esempio tipico:

  • Proteina grezza 28%

  • Grassi grezzi 16%

  • Fibra grezza 2,5%

  • Ceneri grezze 7%

  • Umidità 8%

Cosa controllare:

  • Proteine: più sono alte (sopra il 25% nei croccantini), meglio è, se provengono da fonti animali.

  • Ceneri grezze: valori sopra il 9-10% possono indicare un eccesso di materiale non digeribile (ossa, cartilagini).

  • Fibra: utile, ma deve essere ben bilanciata per non creare problemi digestivi.

Consiglio pratico: confronta più etichette dello stesso tipo di alimento per valutare quale ha una composizione più equilibrata.

4. Differenza tra alimenti completi e complementari

  • Alimento completo: contiene tutti i nutrienti essenziali nella giusta proporzione, può essere somministrato come unica fonte alimentare.

  • Alimento complementare: deve essere integrato con altri alimenti o integratori per bilanciare la dieta.

Attenzione: molti snack, paté o cibi umidi venduti come “gourmet” sono complementari e non adatti come pasto quotidiano.

5. Attenzione ai trucchi di marketing

Alcuni termini possono trarre in inganno:

  • Ricco di manzo” → può significare solo il 4% di manzo

  • Con pollo” → basta l’1% per usare questa dicitura

  • Naturale” → termine non regolamentato, può essere usato liberamente

Consiglio pratico: non farti condizionare dalle immagini sulla confezione o dalle diciture pubblicitarie. Leggi sempre la composizione reale.

 Conclusione

Imparare a leggere l’etichetta degli alimenti per cani e gatti è un gesto di cura e responsabilità. Una dieta corretta è il primo passo per prevenire molte patologie e migliorare la qualità di vita dei nostri animali.

Se hai dubbi su cosa scegliere per il tuo cane o gatto, chiedi consiglio al tuo veterinario di fiducia: saprà consigliarti in base all’età, alle esigenze specifiche e allo stato di salute del tuo pet.

Maltese

Storia della razza

Il Maltese è una delle razze canine più antiche del bacino del Mediterraneo. Nonostante il nome, l’origine non è necessariamente collegata all’isola di Malta: il termine “Maltese” deriva dal semitico màlat, che significa rifugio o porto, e compare in molti toponimi marittimi. Questo piccolo cane era apprezzato già nell’antica Roma e nell’antica Grecia, dove era considerato un compagno aristocratico e decorativo. Raffigurazioni di cani simili al Maltese si trovano su ceramiche e affreschi di oltre 2000 anni fa.

La selezione moderna della razza si è sviluppata in Inghilterra e Italia, con l’obiettivo di ottenere un cane da compagnia di piccola taglia, dal mantello lungo e bianco.

Caratteristiche fisiche

Il Maltese è un cane di piccola taglia, elegante e ben proporzionato. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Peso: tra i 3 e i 4 kg.

  • Altezza al garrese: 21-25 cm nei maschi, 20-23 cm nelle femmine.

  • Mantello: lungo, setoso, bianco puro, senza sottopelo.

  • Testa: proporzionata al corpo, con occhi grandi, scuri e dal taglio leggermente obliquo.

  • Orecchie: pendenti, coperte da pelo lungo.

  • Coda: portata elegantemente curva sul dorso.

Nonostante la taglia contenuta, è un cane robusto e longevo.

Carattere

Il Maltese è un cane da compagnia per eccellenza. Il suo temperamento lo rende:

  • Affettuoso e legato al proprietario, spesso cerca il contatto fisico e non ama la solitudine.

  • Vivace e intelligente, facile da educare se si utilizza il rinforzo positivo.

  • Socievole con gli altri animali e con i bambini, purché trattato con rispetto.

  • Attento e talvolta diffidente con gli estranei, può sviluppare un leggero istinto da “cane da guardia”.

La sua indole equilibrata lo rende adatto sia a persone anziane che a famiglie con bambini.

Patologie veterinarie comuni

Nonostante sia generalmente sano e longevo (può vivere anche 14-16 anni), il Maltese può essere predisposto ad alcune condizioni patologiche, tra cui:

  • Problemi dentali: frequenti tartaro, gengiviti e parodontopatie; è importante iniziare la prevenzione già da cucciolo.

  • Lussazione della rotula: comune nei cani di piccola taglia, può causare zoppia intermittente.

  • Malattie oculari: come la cheratocongiuntivite secca e la cataratta.

  • Collasso tracheale: tipico dei toy dog, si manifesta con tosse stizzosa.

  • Lacrima acida: pigmentazione rossastra sotto gli occhi, legata a conformazione e qualità del pelo.

Un monitoraggio veterinario regolare è fondamentale per prevenire o trattare precocemente queste condizioni.

Consigli per i proprietari

Se stai pensando di accogliere un Maltese nella tua vita, ecco alcuni consigli utili:

  • Toelettatura regolare: il pelo lungo richiede spazzolature quotidiane e bagni frequenti per evitare nodi e cattivi odori.

  • Igiene orale: abituare fin da piccolo allo spazzolamento dei denti o all’uso di integratori specifici.

  • Alimentazione bilanciata: preferibilmente formulata per cani di taglia piccola, per mantenere il peso forma e la salute del mantello.

  • Attività fisica quotidiana: nonostante la taglia, il Maltese ha bisogno di passeggiate e stimoli mentali.

  • Controlli veterinari periodici: esami del sangue, valutazione ortopedica e controllo dentale sono raccomandati almeno una volta l’anno.

 

Il Maltese è molto più di un cane da salotto: è un compagno leale, gioioso e pieno di vitalità. Con le giuste cure e attenzioni veterinarie, saprà regalare anni di amore incondizionato.

Malattie trasmesse da zecche

Introduzione

Le zecche non sono soltanto parassiti fastidiosi: rappresentano un serio pericolo per la salute dei nostri animali e, in alcuni casi, anche per la nostra. Questi artropodi, durante il pasto di sangue, possono trasmettere virus, batteri e protozoi responsabili di malattie gravi, molte delle quali sono zoonosi (trasmissibili all’uomo).
Proteggere i nostri cani e gatti significa prevenire patologie potenzialmente letali e ridurre il rischio per la nostra famiglia. Vediamo quali sono le principali malattie trasmesse dalle zecche, i sintomi, come riconoscerle e soprattutto come prevenirle.

1. Perché le zecche sono così pericolose?

Le zecche sono parassiti ematofagi obbligati: per sopravvivere si nutrono del sangue dell’ospite. Durante questo processo possono trasmettere microrganismi patogeni come:

  • Batteri (Ehrlichia, Anaplasma, Borrelia).

  • Protozoi (Babesia).

  • Virus (alcuni responsabili di encefaliti).

Caratteristiche:

  • Attività stagionale: più attive in primavera e inizio autunno, ma con inverni miti possono essere presenti tutto l’anno.

  • Habitat: zone erbose, boschi, giardini, parchi cittadini.

  • Specie principali: in Italia, le più comuni sono Ixodes ricinus e Rhipicephalus sanguineus.

 

2. Le principali malattie trasmesse dalle zecche nei cani e gatti

Ehrlichiosi canina

  • Agente eziologico: Ehrlichia canis, batterio intracellulare.

  • Trasmissione: principalmente dalla zecca Rhipicephalus sanguineus.

  • Sintomi: febbre, anoressia, letargia, anemia, trombocitopenia, epistassi, perdita di peso.

  • Decorso: acuto, subclinico o cronico.

Anaplasmosi

  • Agente: Anaplasma phagocytophilum (granulocitica) e A. platys (trombocitopenica).

  • Sintomi: febbre, dolori articolari, rigidità, anemia, abbattimento.

Babesiosi (piroplasmosi)

  • Agente: Babesia canis.

  • Sintomi: anemia emolitica, ittero, urine scure, febbre alta.

  • Prognosi: grave se non trattata tempestivamente.

Borreliosi di Lyme

  • Agente: Borrelia burgdorferi.

  • Sintomi: zoppia intermittente, linfonodi ingrossati, febbre, abbattimento.

  • Rischio zoonotico: può colpire anche l’uomo.

(Nei gatti, meno frequenti ma possibili: Anaplasmosi e in alcuni Paesi Cytauxzoonosi).

3. Rischi per l’uomo: le zoonosi trasmesse dalle zecche

Alcune malattie veicolate dalle zecche possono colpire anche le persone:

  • Malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi).

  • Anaplasmosi.

  • Rickettsiosi.
    Per questo motivo proteggere il cane significa ridurre il rischio anche per la famiglia.

 

4. Come prevenire le infestazioni di zecche

Trattamenti antiparassitari regolari: spot-on, collari, compresse (scegliere prodotti di qualità e rispettare le scadenze).
Controllo del mantello dopo passeggiate in campagna o giardini.
Pulizia degli ambienti: erba corta, eliminare cumuli di foglie.
Rimozione sicura della zecca: mai a mani nude; utilizzare pinzette apposite e disinfettare la zona.

5. Cosa fare se sospetti una malattia da zecche

  • Visita veterinaria immediata: sintomi come febbre, inappetenza, abbattimento o urine scure richiedono controlli urgenti.

  • Esami diagnostici consigliati: emocromo, test rapidi (Ehrlichia/Anaplasma), PCR in casi sospetti.

  • Terapia: varia in base alla malattia (antibiotici, antiparassitari, supporto sintomatico).

 

FAQ – Domande frequenti dei proprietari

Le zecche sono pericolose solo in campagna?
No, possono essere presenti anche nei giardini e nei parchi cittadini.

I gatti che vivono in casa corrono rischi?
Sì, soprattutto se convivono con cani che escono all’aperto.

Posso contrarre la malattia toccando una zecca?
Il rischio principale è tramite morso, ma rimuoverla senza precauzioni può essere pericoloso.

Conclusione

Le malattie trasmesse dalle zecche non vanno sottovalutate. La prevenzione è la chiave: proteggete i vostri animali con antiparassitari regolari e controlli costanti. In caso di sintomi sospetti, rivolgetevi subito al veterinario. Ricorda: proteggere il tuo pet significa proteggere anche te!

Siamese

Il Siamese è una delle razze feline più affascinanti e riconoscibili al mondo, apprezzata per la sua eleganza, il carattere vivace e il legame stretto con il proprietario. Conosciamolo meglio attraverso la sua storia, le caratteristiche distintive, il temperamento e i consigli per mantenerlo in salute.

1. Origini e Storia della Razza

Il Siamese è originario del Siam, l’attuale Thailandia, dove era considerato un gatto sacro e veniva allevato nei templi e presso la corte reale. Nel XIX secolo la razza arrivò in Europa e negli Stati Uniti, diventando rapidamente popolare grazie al suo aspetto elegante e alla personalità unica.

2. Caratteristiche Fisiche

  • Taglia: media, corpo longilineo e muscoloso.

  • Peso: 3–5 kg mediamente.

  • Testa: triangolare con profilo diritto.

  • Orecchie: grandi, appuntite e ben aperte alla base.

  • Occhi: azzurri, a mandorla.

  • Mantello: corto, setoso, con colorazione pointed (muso, orecchie, zampe e coda più scuri rispetto al corpo).

  • Colori tipici: seal point, blue point, chocolate point, lilac point (esistono anche varianti red e tortie).

 

3. Carattere e Comportamento

Il Siamese è un gatto estroverso, socievole e molto comunicativo. Ama interagire con il proprietario e spesso sviluppa un forte attaccamento, tanto da essere definito “il gatto-cane” per la sua tendenza a seguire ovunque la persona di riferimento.

  • Intelligente e curioso: impara facilmente giochi e piccoli comandi.

  • Affettuoso e bisognoso di attenzioni: non ama restare solo per lunghi periodi.

  • Voce caratteristica: emette vocalizzi intensi e frequenti per comunicare.

 

4. Patologie Comuni nella Razza

Il Siamese, pur essendo generalmente robusto, può essere predisposto a:

  • Patologie ereditarie oculari

    • Strabismo e nistagmo (difetti congeniti tipici della razza).

    • Atrofia progressiva della retina (PRA) → perdita graduale della vista.

  • Cardiopatie

    • Cardiomiopatia dilatativa o ipertrofica (anche se meno frequente rispetto ad altre razze).

  • Patologie respiratorie

    • Stenosi nasale per conformazione cranica allungata.

  • Problemi dentali e gengivali

    • Tendenza alla gengivite cronica.

  • Neoplasie mammarie (nelle femmine non sterilizzate).

 

5. Consigli per il Proprietario

  • Alimentazione: dieta bilanciata, ricca di proteine animali. Evitare il sovrappeso, anche se il Siamese tende ad essere snello.

  • Stile di vita: è un gatto attivo, ama arrampicarsi e giocare; fornire tiragraffi e giochi interattivi.

  • Compagnia: soffre la solitudine, quindi è ideale per chi trascorre molto tempo in casa o può offrire la compagnia di un altro gatto.

  • Cura del mantello: semplice spazzolatura settimanale.

  • Prevenzione sanitaria:

    • Vaccinazioni regolari (in particolare per FeLV e panleucopenia).

    • Controlli veterinari periodici per occhi, denti e cuore.

    • Sterilizzazione consigliata per prevenire patologie riproduttive e comportamenti indesiderati.

Lagotto romagnolo

Il Lagotto Romagnolo è una delle razze italiane più apprezzate, conosciuta per il suo temperamento affettuoso e per le eccellenti doti da cercatore di tartufi. Questo cane, dal carattere vivace e dall’aspetto inconfondibile, è ideale sia come compagno di vita che come ausiliario in lavori di ricerca. Scopriamo insieme le sue caratteristiche principali, la storia, le patologie più frequenti e alcuni consigli per chi desidera accoglierlo in famiglia.

Origini e Storia del Lagotto Romagnolo

Il Lagotto Romagnolo ha radici antiche: originario della Romagna, veniva inizialmente impiegato come cane da riporto nelle valli e nelle paludi. Con il prosciugamento delle zone umide, la razza si è specializzata nella ricerca dei tartufi, diventando un vero esperto in questo settore.
Nel 1995 la razza è stata riconosciuta ufficialmente dalla FCI, e oggi è l’unica razza canina riconosciuta come specialista nella ricerca del tartufo.

Caratteristiche Fisiche

  • Taglia: media, con altezza al garrese tra i 41 e i 48 cm (maschi) e i 41-46 cm (femmine).

  • Peso: compreso tra 11 e 16 kg.

  • Mantello: riccio, denso e lanoso, con pelo idrorepellente che lo protegge dall’umidità.

  • Colori: bianco, bianco-arancio, marrone in varie tonalità, roano marrone.

  • Testa: di forma tondeggiante, con occhi grandi e dolci, in tonalità che vanno dal nocciola al marrone scuro.

Il pelo del Lagotto richiede cure costanti, con tosatura periodica e spazzolature frequenti per evitare nodi e mantenere la pelle sana.

Carattere e Comportamento

Il Lagotto è un cane intelligente, affettuoso e vivace, molto legato al suo nucleo familiare. Si adatta bene alla vita in appartamento, purché abbia spazi e tempo per sfogare le sue energie. È un cane curioso e collaborativo, che ama lavorare e apprendere: per questo eccelle nell’addestramento e negli sport cinofili.
Con i bambini si dimostra paziente e giocherellone, mentre può essere più riservato con gli estranei, senza mai risultare aggressivo.

Patologie Frequenti

Il Lagotto è generalmente una razza robusta, ma può essere predisposto ad alcune patologie di origine genetica:

  • Displasia dell’anca: comune in razze di taglia media.

  • Epilessia giovanile: una forma di epilessia benigna che tende a risolversi con la crescita.

  • Malattie oculari: come atrofia progressiva della retina (PRA).

  • Dermatiti: favorite dal pelo riccio e fitto se non ben curato.

Per ridurre il rischio, è importante affidarsi ad allevatori seri che effettuano controlli genetici sui riproduttori.

Consigli per i Proprietari

  1. Attività fisica: il Lagotto ha bisogno di movimento quotidiano e di stimolazione mentale, perfetto per passeggiate, giochi olfattivi e ricerca.

  2. Cura del mantello: spazzolare ogni settimana e programmare una toelettatura professionale ogni 2-3 mesi.

  3. Alimentazione equilibrata: per prevenire problemi articolari e mantenere il peso ideale.

  4. Visite veterinarie periodiche: controlli regolari, soprattutto per occhi e articolazioni.

  5. Addestramento positivo: inizia presto con la socializzazione e prediligi rinforzi positivi.

 

Conclusione

Il Lagotto Romagnolo è un cane straordinario: intelligente, affettuoso e versatile. Ideale per chi desidera un compagno dinamico e collaborativo, è una razza che regala grandi soddisfazioni, purché si dedichi tempo alla sua educazione, alla cura del mantello e alla prevenzione delle patologie ereditarie.