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Autore: silvia

L’obesità nel cane e nel gatto: una malattia da non sottovalutare

L’obesità rappresenta una delle patologie nutrizionali più diffuse negli animali da compagnia. Si stima che oltre il 30% dei cani e gatti nei Paesi occidentali sia in sovrappeso o obeso. Non si tratta soltanto di un problema estetico: l’eccesso di peso ha importanti ripercussioni sulla salute, riducendo l’aspettativa di vita e predisponendo a numerose malattie croniche.

Cosa predispone all’obesità

Diversi fattori contribuiscono all’aumento di peso:

  • Alimentazione ipercalorica: diete ricche di grassi e carboidrati, snack in eccesso, avanzi della tavola.

  • Sedentarietà: animali che vivono in appartamento, con scarsa attività fisica.

  • Sterilizzazione: dopo la castrazione si riducono i fabbisogni energetici e aumenta la predisposizione ad accumulare grasso.

  • Predisposizione genetica: alcune razze sono più soggette (es. Labrador Retriever, Beagle, Cocker Spaniel nei cani; gatti domestici a pelo corto e alcune razze come il Maine Coon).

  • Età: animali adulti e anziani hanno un metabolismo più lento.

 

Conseguenze e malattie collegate all’obesità

L’obesità non è un semplice accumulo di grasso, ma una vera e propria malattia metabolica e infiammatoria. Tra le principali complicanze:

  • Diabete mellito, soprattutto nel gatto.

  • Artrosi e problemi articolari, dovuti al sovraccarico.

  • Malattie cardiovascolari e respiratorie.

  • Ridotta funzionalità epatica e lipidosi epatica nel gatto.

  • Maggior rischio anestesiologico e chirurgico.

  • Riduzione dell’aspettativa di vita fino a 2 anni in meno rispetto a un animale normopeso.

 

Come valutare se un animale è obeso

Il peso corporeo da solo non è sufficiente: si utilizza il Body Condition Score (BCS), una scala da 1 a 9 che valuta la quantità di tessuto adiposo.

  • BCS 4-5/9: peso ideale.

  • BCS 6-7/9: sovrappeso.

  • BCS 8-9/9: obesità.

Nel cane e nel gatto obesi non si palpano facilmente le costole, la vita non è evidente e spesso è presente un addome pendulo.

Come ridurre il peso dell’animale

Il dimagrimento deve essere sempre programmato dal veterinario, evitando riduzioni drastiche che possono essere pericolose, soprattutto nei gatti.

  1. Dieta specifica per la riduzione del peso: alimenti commerciali “light” o diete formulate dal veterinario nutrizionista.

  2. Calcolo del fabbisogno energetico: stabilire quante calorie servono e ridurle progressivamente.

  3. Aumento dell’attività fisica: passeggiate regolari per i cani, giochi e arricchimento ambientale per i gatti.

  4. Controlli periodici: pesate mensili per monitorare i progressi.

 

Consigli pratici per i proprietari

  • Non offrire avanzi della tavola o snack non idonei.

  • Utilizzare alimenti bilanciati e con basso contenuto calorico.

  • Dividere la razione in più pasti al giorno per ridurre la fame.

  • Stimolare l’attività quotidiana: giochi interattivi, passeggiate, percorsi in casa.

  • Coinvolgere tutta la famiglia, evitando che qualcuno “sgarri” dando extra cibo di nascosto.

 

Conclusione: L’obesità nel cane e nel gatto è una malattia a tutti gli effetti, con conseguenze gravi sulla salute. La prevenzione, attraverso una corretta alimentazione e un adeguato stile di vita, è la strategia più efficace per mantenere il nostro animale in salute e garantirgli una vita lunga e di qualità.

Abissino

Il gatto Abissino è una delle razze più antiche e affascinanti del mondo felino. Amato per la sua bellezza selvaggia e il carattere vivace, è un compagno ideale per chi desidera un gatto affettuoso, intelligente e sempre attivo. In questo articolo vediamo la sua storia, le caratteristiche fisiche, il temperamento, le principali patologie e alcuni consigli pratici per chi sceglie di accoglierlo in casa.

Origini e storia della razza

Il gatto Abissino è considerato una delle razze domestiche più antiche. Le sue origini sono ancora avvolte nel mistero: secondo alcune teorie discenderebbe dai gatti dell’antico Egitto, raffigurati nei dipinti murali come animali eleganti e slanciati. Altri studi suggeriscono un legame con i gatti provenienti dall’Etiopia (un tempo chiamata Abissinia, da cui il nome).
La razza fu presentata per la prima volta in esposizione in Inghilterra nel XIX secolo e da allora si è diffusa in tutto il mondo, mantenendo intatto il suo fascino esotico.

Caratteristiche fisiche

Il gatto Abissino si distingue per:

  • Corpo: di taglia media, muscoloso, agile e slanciato.

  • Mantello: corto, setoso, aderente al corpo, con il tipico colore “ticked tabby”, in cui ogni singolo pelo presenta più bande di colore. Le varietà più diffuse sono ruddy, sorrel, blu e fawn.

  • Testa: a forma di cuneo con profilo dolce, orecchie grandi e leggermente appuntite.

  • Occhi: grandi, a mandorla, di colore ambra, verde o nocciola, intensi e vivaci.

L’aspetto complessivo richiama quello di un piccolo felino selvatico, elegante e dinamico.

Carattere e comportamento

Il gatto Abissino è noto per il suo temperamento attivo e curioso. Ama esplorare, arrampicarsi e partecipare alla vita quotidiana della famiglia. È un gatto:

  • estremamente intelligente, capace di apprendere giochi e piccole attività;

  • molto affettuoso, tende a creare un legame stretto con il proprietario;

  • giocherellone e vivace, richiede stimoli costanti, giochi interattivi e arricchimento ambientale;

  • sociale, in genere tollera bene altri animali e non ama la solitudine prolungata.

Non è il classico gatto indipendente e distaccato: l’Abissino cerca costantemente la compagnia umana.

Patologie e aspetti veterinari

Sebbene sia generalmente una razza sana e longeva (può vivere 12-15 anni o più), l’Abissino può essere predisposto ad alcune patologie ereditarie o frequenti:

  • Amiloidosi renale: una malattia ereditaria che provoca depositi di amiloide nei reni, con conseguente insufficienza renale cronica.

  • Deficienza di piruvato chinasi (PKD): malattia genetica che causa anemia emolitica.

  • Problemi gengivali e dentali, frequenti nei soggetti predisposti.

  • Atrofia progressiva della retina (PRA): patologia oculare che può portare a cecità.

Un controllo veterinario regolare e test genetici mirati negli allevamenti seri aiutano a ridurre il rischio di queste malattie.

Consigli per i proprietari

Accogliere un gatto Abissino significa comprendere le sue esigenze particolari:

  • Attività e arricchimento: necessita di giochi, tiragraffi alti e spazi per arrampicarsi.

  • Alimentazione bilanciata: dieta di qualità per mantenere il peso forma e supportare la massa muscolare.

  • Cure veterinarie regolari: controlli periodici, profilassi vaccinali e prevenzione delle malattie ereditarie.

  • Compagnia: non lasciarlo solo per troppe ore; valuta l’adozione di un secondo gatto se la casa rimane spesso vuota.

  • Igiene orale: controlli frequenti e, se necessario, pulizia dentale per prevenire gengiviti e malattie parodontali.

 

Conclusione

Il gatto Abissino è una razza affascinante, che unisce eleganza estetica e un carattere vivace e affettuoso. Non è un gatto “per tutti”: richiede tempo, stimoli e attenzioni costanti, ma chi sceglie di vivere con lui sarà ricompensato da un compagno straordinario, pieno di energia e amore.

Il trattamento del dolore cronico nel cane e nel gatto

1. Dolore cronico: definizione e basi fisiopatologiche

Il dolore cronico, a differenza di quello acuto, persiste oltre il normale tempo di guarigione ed è spesso associato a condizioni degenerative (come l’artrosi), neoplastiche o neurologiche.
Dal punto di vista fisiopatologico, il dolore cronico si sviluppa per:

  • sensibilizzazione periferica: iperattività dei nocicettori a livello dei tessuti lesionati;

  • sensibilizzazione centrale: alterazioni nei circuiti spinali e sovraspinali che amplificano la percezione dolorosa;

  • coinvolgimento di mediatori pro-infiammatori (citochine, prostaglandine, NGF – Nerve Growth Factor).

 

2. Terapie farmacologiche classiche

  • FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei): inibiscono la cicloossigenasi (COX-1 e COX-2), riducendo la produzione di prostaglandine. Principali molecole: carprofene, firocoxib, cimicoxib, meloxicam. Sono la base del trattamento dell’artrosi ma vanno usati con cautela nei soggetti con patologie renali o gastrointestinali.

  • Oppioidi: tramadolo, buprenorfina, morfina (soprattutto in contesto oncologico). Agiscono sui recettori μ, κ e δ, modulando la trasmissione nocicettiva.

  • Glucocorticoidi: meno utilizzati per la gestione a lungo termine per i noti effetti collaterali, ma talvolta indicati in specifici quadri infiammatori.

 

3. Terapie innovative

  • Anticorpi monoclonali anti-NGF: molecole che neutralizzano il Nerve Growth Factor, mediatore centrale nella trasmissione del dolore cronico. Attualmente disponibili:

    • Bedinvetmab (cane)

    • Frunevetmab (gatto)
      Questi farmaci hanno dimostrato un miglioramento significativo della mobilità e della qualità di vita in animali con artrosi, con un profilo di sicurezza molto favorevole.

  • Gabapentin e Amantadina: modulano rispettivamente il dolore neuropatico e la sensibilizzazione centrale, spesso utilizzati in combinazione con i FANS.

  • Medicina rigenerativa: infiltrazioni intra-articolari di plasma ricco di piastrine (PRP) o cellule staminali mesenchimali: riducono l’infiammazione e favoriscono la riparazione tissutale.

 

4. Integratori e nutraceutici

  • Condroprotettori: glucosamina, condroitin solfato, MSM, acido ialuronico – contribuiscono alla protezione della cartilagine articolare.

  • Acidi grassi omega-3 (EPA e DHA): effetto antinfiammatorio grazie alla modulazione della produzione di eicosanoidi pro-infiammatori.

  • Curcumina, boswellia serrata e antiossidanti: sostanze naturali che riducono lo stress ossidativo e l’infiammazione.

 

5. Gli ALIAmidi: un nuovo approccio al dolore e all’infiammazione

Gli ALIAmidi (Autacoid Local Injury Antagonist amides) sono molecole lipidiche endogene che svolgono un ruolo fondamentale nella modulazione della risposta infiammatoria e del dolore. Tra queste, la più studiata in veterinaria è la PEA (palmitoiletanolamide).

  • Meccanismo d’azione:

    • modulazione dei mastociti e delle cellule gliali, che giocano un ruolo cruciale nella sensibilizzazione periferica e centrale del dolore;

    • interazione con recettori nucleari (PPAR-α) e canali ionici TRPV1;

    • effetto “ALIAmide”: autoregolazione endogena dei processi infiammatori locali.

  • Applicazioni cliniche:

    • dolore cronico da osteoartrosi;

    • dolore neuropatico;

    • dermatopatie pruriginose con componente infiammatoria.

  • Vantaggi:

    • ottima tollerabilità e sicurezza;

    • utilizzo come terapia di supporto associata ai farmaci tradizionali, con riduzione della necessità di dosaggi elevati di FANS o oppioidi.

 

6. Terapie fisiche e complementari

  • Fisioterapia veterinaria: idroterapia, esercizi di rinforzo, stretching assistito.

  • Laserterapia, magnetoterapia, TENS: efficacia nel ridurre dolore e infiammazione locale.

  • Agopuntura: supporto nei casi refrattari o come coadiuvante delle terapie tradizionali.

 

7. Conclusioni

Il trattamento del dolore cronico nel cane e nel gatto richiede un approccio multimodale, che integri farmaci tradizionali, terapie innovative, nutraceutici (inclusi gli ALIAmidi) e fisioterapia.
La personalizzazione del protocollo terapeutico e il monitoraggio costante da parte del veterinario sono fondamentali per garantire all’animale non solo una riduzione del dolore, ma soprattutto un miglioramento della qualità di vita.

Siberian Husky

Origini e storia

Il Siberian Husky è una razza canina antica, originaria della Siberia nord-orientale. Fu selezionata dalla popolazione dei Ciukci, che utilizzava questi cani come animali da traino per le slitte, ma anche come compagni di vita, grazie al loro carattere socievole.
All’inizio del XX secolo furono importati in Alaska per partecipare alle corse di slitte e guadagnarono notorietà mondiale durante la famosa spedizione del 1925 a Nome, quando una muta di Husky contribuì a trasportare siero antidifterico salvando centinaia di vite. Da quel momento la razza si diffuse anche in Europa, divenendo molto apprezzata come cane da compagnia e da lavoro.

Caratteristiche fisiche

Il Siberian Husky è un cane di taglia media, agile e resistente, selezionato per il lavoro in ambienti estremamente freddi.

  • Altezza al garrese: 50–60 cm circa

  • Peso: 16–28 kg

  • Mantello: doppio, folto e isolante, con sottopelo fitto e pelo di copertura medio-lungo; colori variabili dal bianco puro al nero, con frequenti maschere facciali.

  • Occhi: possono essere azzurri, marroni, ambra o eterocromi (uno di ciascun colore).

  • Coda: folta, portata ad anello sul dorso.

Carattere e temperamento

Il Siberian Husky è noto per il suo carattere vivace, indipendente e socievole.

  • È un cane affettuoso con la famiglia, ma non particolarmente territoriale, quindi poco indicato come cane da guardia.

  • Ama vivere in branco e soffre la solitudine, motivo per cui necessita di interazioni quotidiane.

  • Ha un forte istinto predatorio verso piccoli animali e tende alla fuga se non adeguatamente contenuto.

  • È energico e necessita di molto esercizio fisico: corse, passeggiate lunghe e attività sportive come il canicross o lo sleddog.

Patologie comuni della razza

Come molte razze selezionate, anche il Siberian Husky è predisposto a determinate condizioni patologiche:

  • Patologie oculari ereditarie: atrofia progressiva della retina (PRA), cataratta giovanile, distrofia corneale.

  • Displasia dell’anca: meno frequente rispetto ad altre razze di taglia media-grande, ma comunque possibile.

  • Dermatopatie: alcuni soggetti mostrano sensibilità cutanee, allergie o alopecia da muta.

  • Disturbi autoimmuni: come il pemfigo foliaceo o l’uveodermatite, seppur rari, sono stati segnalati nella razza.

  • Problemi digestivi: sensibilità a cambi repentini di dieta o a cibi di bassa qualità.

Consigli per i proprietari

  1. Esercizio fisico: il Siberian Husky non è adatto a persone sedentarie. Richiede almeno 2 ore di attività quotidiana.

  2. Gestione del pelo: durante la muta stagionale perde grandi quantità di pelo, quindi è fondamentale una spazzolatura frequente.

  3. Educazione: va socializzato fin da cucciolo e educato con costanza, usando metodi positivi per evitare comportamenti distruttivi.

  4. Alimentazione: deve essere equilibrata e di alta qualità, preferendo diete ricche di proteine e grassi, simili a quelle di un cane da lavoro.

  5. Prevenzione sanitaria: controlli veterinari periodici, screening oculistici e ortopedici nei riproduttori, vaccinazioni e profilassi antiparassitarie regolari.

 

 Il Siberian Husky è una razza splendida, ma richiede impegno e conoscenza: non è un cane “per tutti”. Con le giuste attenzioni, può diventare un compagno fedele, allegro e instancabile, capace di arricchire profondamente la vita della sua famiglia.

L’importanza dell’igiene orale nel gatto

Introduzione

L’igiene orale nel gatto è un aspetto della salute troppo spesso trascurato. A differenza del cane, il gatto tende a mascherare i segni di dolore o fastidio, e questo porta i proprietari a sottovalutare la gravità delle patologie del cavo orale. Tuttavia, studi clinici dimostrano che oltre il 70% dei gatti sopra i tre anni sviluppa una forma di malattia dentale. Queste condizioni non sono solo fonte di dolore cronico, ma possono avere ripercussioni importanti sulla salute generale dell’animale.

Le principali patologie orali del gatto

  1. Gengivite

    • È l’infiammazione dei tessuti gengivali, spesso causata dall’accumulo di placca batterica.

    • I segni tipici sono arrossamento e gonfiore delle gengive, talvolta accompagnati da alitosi.

    • Se diagnosticata precocemente, è una condizione reversibile.

  2. Parodontite

    • È la progressione della gengivite non trattata.

    • Porta a perdita di attacco gengivale, retrazione della gengiva e mobilità dentale.

    • Può determinare la caduta dei denti e infezioni profonde che raggiungono l’osso alveolare.

  3. Stomatite cronica felina

    • È una delle malattie più complesse del gatto, caratterizzata da infiammazione diffusa e dolorosa della mucosa orale.

    • Spesso è correlata a disfunzioni del sistema immunitario e alla presenza di infezioni virali (FIV, FeLV, calicivirus).

    • I gatti affetti manifestano dolore intenso, rifiuto del cibo e dimagrimento.

  4. Lesioni odontoclastiche riassorbitive feline (FORL)

    • Sono lesioni progressive che distruggono la struttura dentale a partire dalla giunzione cemento-smalto.

    • Sono molto dolorose e spesso invisibili a occhio nudo: la diagnosi richiede radiografie dentali.

    • Possono colpire singoli denti o l’intera dentatura.

Sintomi da riconoscere

I segni clinici delle malattie orali nei gatti non sempre sono evidenti. Alcuni campanelli d’allarme sono:

  • Alitosi persistente (spesso segno di infezione batterica).

  • Scialorrea (salivazione eccessiva).

  • Difficoltà nella masticazione: il gatto può lasciare cadere il cibo o prediligere alimenti morbidi.

  • Perdita di peso e inappetenza: la difficoltà a mangiare riduce l’assunzione di nutrienti.

  • Sanguinamento dalle gengive o tracce ematiche sul pelo.

  • Comportamenti anomali come irritabilità, sfregamento del muso o isolamento.

Poiché i gatti raramente vocalizzano il dolore, la sottovalutazione dei sintomi è frequente: ecco perché il controllo veterinario è essenziale.

Conseguenze sistemiche

L’infezione cronica del cavo orale non è un problema isolato. I batteri presenti nella bocca possono entrare nel torrente ematico (batteriemia) e depositarsi in organi come:

  • Reni → peggioramento di insufficienza renale cronica, molto comune nel gatto anziano.

  • Cuore → endocarditi batteriche.

  • Fegato → epatopatie secondarie.

Questo legame tra salute orale e salute sistemica è ormai ben documentato, e sottolinea l’importanza della prevenzione.

Diagnosi

La valutazione del cavo orale nel gatto richiede spesso una visita in anestesia generale, perché l’animale difficilmente permette un’ispezione completa da sveglio.
Gli strumenti diagnostici includono:

  • Esame clinico diretto del cavo orale.

  • Radiografie dentali intraorali, fondamentali per individuare le lesioni riassorbitive.

  • Esami di laboratorio per valutare lo stato generale dell’organismo, soprattutto nei soggetti anziani.

 

Prevenzione e gestione

La prevenzione delle malattie orali feline si basa su più livelli:

  1. Visite veterinarie periodiche

    • Un controllo annuale è raccomandato per tutti i gatti, e ogni 6 mesi nei soggetti anziani o già affetti da patologie.

  2. Detartrasi professionale

    • La rimozione di placca e tartaro con ultrasuoni, effettuata in anestesia, è il trattamento più efficace.

    • Dopo la pulizia, i denti vengono lucidati per rallentare la riformazione della placca.

  3. Igiene domiciliare

    • Spazzolatura dei denti con spazzolini e dentifrici specifici per gatti: è il metodo più efficace, ma va introdotto gradualmente.

    • Alimenti e snack dentali: crocchette formulate per ridurre la placca grazie a consistenza e principi attivi.

    • Additivi nell’acqua o gel orali: riducono la proliferazione batterica e migliorano l’alito.

  4. Gestione delle patologie croniche

    • Nei casi di stomatite grave, possono rendersi necessarie terapie farmacologiche immunomodulanti o, nei casi più estremi, l’estrazione totale dei denti, che paradossalmente migliora la qualità della vita del gatto.

 

Conclusioni

L’igiene orale nel gatto non è solo una questione estetica: è un fattore determinante per la salute e il benessere generale. Prevenire e trattare le malattie dentali significa ridurre dolore cronico, migliorare la qualità di vita e diminuire il rischio di complicanze sistemiche.

Il cane Corso

1. Storia e origine della razza

Il Cane Corso è una razza canina italiana di antiche origini, discendente diretto dei molossi romani utilizzati come cani da guerra, da guardia e da caccia alla grossa selvaggina. Il nome “Corso” deriva probabilmente dal latino cohors (custode, protettore) o dal dialetto meridionale “cors” (forte, robusto). Storicamente diffuso soprattutto nelle campagne dell’Italia centro-meridionale, era impiegato per la custodia delle proprietà, la conduzione del bestiame e la protezione della famiglia. La razza ha rischiato l’estinzione nel dopoguerra, ma a partire dagli anni ’70 è stata recuperata grazie all’opera di appassionati allevatori.

2. Caratteristiche di razza

Il Cane Corso è un molossoide di taglia grande, muscoloso e armonico, dall’aspetto elegante e possente.

  • Altezza al garrese: maschi 64-68 cm, femmine 60-64 cm.

  • Peso: maschi 45-50 kg, femmine 40-45 kg.

  • Testa: larga e leggermente convessa, con stop marcato e muso corto.

  • Mantello: pelo corto, fitto e lucente; colori ammessi: nero, grigio, fulvo, tigrato.

  • Movimento: fluido, potente e agile, con un portamento fiero.
    La sua struttura fisica gli conferisce resistenza, velocità e forza, rendendolo adatto sia al lavoro che alla compagnia.

 

3. Temperamento

Il Cane Corso è un cane equilibrato, intelligente e molto legato alla famiglia.

  • Indole protettiva: sviluppa un forte istinto di guardia, senza essere eccessivamente aggressivo se correttamente socializzato.

  • Fedeltà: si affeziona profondamente al nucleo familiare e tende a essere diffidente con gli estranei.

  • Intelligenza e reattività: impara rapidamente, ma necessita di un’educazione coerente e ferma.

  • Compatibilità: ottimo con i bambini se abituato fin da cucciolo, ma va sempre supervisionato per via della mole e della forza fisica.

 

4. Problemi veterinari più comuni

Come molte razze di grande taglia, il Cane Corso può essere predisposto ad alcune patologie:

  • Displasia dell’anca e del gomito: malformazioni articolari che causano dolore e zoppia.

  • Entropion ed ectropion: difetti palpebrali che possono provocare irritazioni e infezioni oculari.

  • Torsione gastrica: emergenza veterinaria grave che richiede intervento immediato.

  • Cardiopatie (cardiomiopatia dilatativa): più rara, ma possibile in soggetti predisposti.

  • Problemi dermatologici: dermatiti e alopecie, soprattutto nei climi caldi e umidi.
    La prevenzione passa per controlli veterinari periodici, screening genetici e una corretta gestione alimentare.

 

5. Consigli per il proprietario

  • Educazione precoce: iniziare la socializzazione da cucciolo per evitare comportamenti eccessivamente protettivi o dominanti.

  • Esercizio fisico: necessita di passeggiate lunghe e attività regolare per mantenere tono muscolare e benessere mentale.

  • Alimentazione equilibrata: dieta di qualità, calibrata in base all’età e al livello di attività, per evitare sovrappeso e problemi articolari.

  • Controlli veterinari regolari: monitorare crescita, apparato scheletrico e salute generale.

  • Ambiente adatto: spazio sufficiente per muoversi; non è un cane da vita sedentaria in appartamento.
    Con un proprietario responsabile e consapevole, il Cane Corso può diventare un compagno leale, affidabile e affettuoso.

Il Certosino

Origine e storia

Il Certosino è una delle razze feline più antiche d’Europa. Le sue origini risalgono al Medioevo, con probabili radici in Medio Oriente. Si ipotizza che sia stato introdotto in Francia dai Crociati, dove fu allevato nei monasteri certosini — da cui il nome — anche se questa associazione storica rimane oggetto di dibattito. Durante i secoli, il Certosino è stato apprezzato per le sue doti di cacciatore e la sua indole tranquilla, al punto da essere spesso raffigurato in opere d’arte e letteratura francesi.

Caratteristiche fisiche

Il Certosino si distingue per il suo manto grigio-blu uniforme, morbido e lanoso, composto da un fitto doppio strato che lo protegge dal freddo. La tonalità può variare dal grigio chiaro al blu ardesia, ma è sempre uniforme e senza striature.

Tra le sue principali caratteristiche morfologiche troviamo:

  • Taglia media o grande, corpo robusto e muscoloso.

  • Testa larga, con profilo a trapezio e guance sviluppate.

  • Occhi grandi, rotondi, di un intenso colore ramato o arancione.

  • Orecchie erette, di media dimensione, leggermente arrotondate all’apice.

  • Zampe forti e di media lunghezza, con piedi rotondi.

Il dimorfismo sessuale è ben evidente: i maschi sono sensibilmente più grandi delle femmine.

Carattere

Il Certosino è un gatto equilibrato, tranquillo e affettuoso, ma mai invadente. Ama la compagnia dei suoi umani, ma conserva una certa indipendenza. Non è un gatto eccessivamente vocale e si adatta bene alla vita in appartamento, purché abbia stimoli e spazi adeguati.

È particolarmente adatto a famiglie con bambini, persone anziane e anche con altri animali, grazie al suo temperamento socievole e alla grande capacità di adattamento. L’intelligenza spiccata lo rende facile da educare e incline a instaurare una forte relazione con il proprietario.

Problemi veterinari più comuni

Il Certosino è generalmente una razza robusta e longeva (molti esemplari superano i 15 anni), ma può presentare alcune predisposizioni a problemi di salute, tra cui:

  • Malattie renali: come la nefropatia policistica felina (PKD), sebbene meno comune rispetto ad altre razze a pelo lungo.

  • Problemi articolari: in particolare nei maschi di grossa taglia, possono insorgere artrosi in età avanzata.

  • Calcoli urinari: è importante controllare la dieta e promuovere un’adeguata idratazione.

  • Obesità: per la sua natura tranquilla, può tendere al sovrappeso se non correttamente alimentato o stimolato.

Non presenta patologie genetiche specifiche se allevato correttamente, ma è comunque fondamentale scegliere allevatori seri che eseguano test preventivi sui riproduttori.

Consigli per i proprietari

Chi desidera adottare un Certosino deve tenere in considerazione alcune attenzioni:

  • Alimentazione bilanciata: preferibilmente di buona qualità, controllando il peso corporeo e scegliendo formule specifiche per gatti sterilizzati o sedentari.

  • Spazzolatura settimanale: il mantello non è particolarmente soggetto a nodi, ma una spazzolata regolare aiuta a rimuovere il pelo morto e mantiene il manto lucido.

  • Controlli veterinari regolari: utili per monitorare la salute renale, il peso e prevenire patologie silenti.

  • Stimolazione mentale e fisica: giochi, tiragraffi e percorsi casalinghi aiutano a evitare la noia e il sovrappeso.

  • Socializzazione: il Certosino è un ottimo compagno se integrato nella famiglia in modo graduale e rispettoso dei suoi tempi.

Come interpretare l’etichetta degli alimenti per cani e gatti

Perché è importante leggere l’etichetta?

Scegliere il giusto alimento per il proprio cane o gatto non significa solo affidarsi a una marca conosciuta o al prezzo. Leggere correttamente l’etichetta è fondamentale per capire la qualità reale del prodotto, evitare ingredienti indesiderati e garantire il benessere del nostro pet.

1. Composizione: cosa significa davvero “carne e derivati”?

L’etichetta riporta gli ingredienti in ordine decrescente di peso.

Spesso si leggono frasi come:

  • “Carne e derivati di origine animale 20%”

  • “Cereali 25%”

Attenzione!

  • Carne e derivati” non significa solo muscolo: può includere organi interni, scarti di macellazione, cartilagini.

  • Cereali” è un termine generico: non specifica se si tratta di riso, mais, grano o sottoprodotti (crusca, farinetta, etc.).

Consiglio pratico: prediligi alimenti che specificano le fonti proteiche (“pollo disidratato”, “salmone fresco”) piuttosto che usare diciture generiche.

2. Additivi: tra nutrienti e conservanti

Gli additivi sono fondamentali, ma è importante capire quali sono funzionali e quali sono solo estetici o conservativi.

Additivi nutrizionali:

  • Vitamine (A, D3, E, gruppo B)

  • Minerali (zinco, ferro, rame, manganese, iodio)

Additivi tecnologici o sensoriali:

  • Conservanti (es. BHA, BHT)

  • Aromatizzanti

  • Coloranti (da evitare: sono inutili per l’animale, servono solo a noi umani)

Consiglio pratico: evita alimenti con molti coloranti e scegli prodotti che usano conservanti naturali (es. estratti di rosmarino, tocoferoli).

3. Componenti analitici: cosa significano?

Questa parte indica la composizione chimica dell’alimento.

Esempio tipico:

  • Proteina grezza 28%

  • Grassi grezzi 16%

  • Fibra grezza 2,5%

  • Ceneri grezze 7%

  • Umidità 8%

Cosa controllare:

  • Proteine: più sono alte (sopra il 25% nei croccantini), meglio è, se provengono da fonti animali.

  • Ceneri grezze: valori sopra il 9-10% possono indicare un eccesso di materiale non digeribile (ossa, cartilagini).

  • Fibra: utile, ma deve essere ben bilanciata per non creare problemi digestivi.

Consiglio pratico: confronta più etichette dello stesso tipo di alimento per valutare quale ha una composizione più equilibrata.

4. Differenza tra alimenti completi e complementari

  • Alimento completo: contiene tutti i nutrienti essenziali nella giusta proporzione, può essere somministrato come unica fonte alimentare.

  • Alimento complementare: deve essere integrato con altri alimenti o integratori per bilanciare la dieta.

Attenzione: molti snack, paté o cibi umidi venduti come “gourmet” sono complementari e non adatti come pasto quotidiano.

5. Attenzione ai trucchi di marketing

Alcuni termini possono trarre in inganno:

  • Ricco di manzo” → può significare solo il 4% di manzo

  • Con pollo” → basta l’1% per usare questa dicitura

  • Naturale” → termine non regolamentato, può essere usato liberamente

Consiglio pratico: non farti condizionare dalle immagini sulla confezione o dalle diciture pubblicitarie. Leggi sempre la composizione reale.

 Conclusione

Imparare a leggere l’etichetta degli alimenti per cani e gatti è un gesto di cura e responsabilità. Una dieta corretta è il primo passo per prevenire molte patologie e migliorare la qualità di vita dei nostri animali.

Se hai dubbi su cosa scegliere per il tuo cane o gatto, chiedi consiglio al tuo veterinario di fiducia: saprà consigliarti in base all’età, alle esigenze specifiche e allo stato di salute del tuo pet.

Maltese

Storia della razza

Il Maltese è una delle razze canine più antiche del bacino del Mediterraneo. Nonostante il nome, l’origine non è necessariamente collegata all’isola di Malta: il termine “Maltese” deriva dal semitico màlat, che significa rifugio o porto, e compare in molti toponimi marittimi. Questo piccolo cane era apprezzato già nell’antica Roma e nell’antica Grecia, dove era considerato un compagno aristocratico e decorativo. Raffigurazioni di cani simili al Maltese si trovano su ceramiche e affreschi di oltre 2000 anni fa.

La selezione moderna della razza si è sviluppata in Inghilterra e Italia, con l’obiettivo di ottenere un cane da compagnia di piccola taglia, dal mantello lungo e bianco.

Caratteristiche fisiche

Il Maltese è un cane di piccola taglia, elegante e ben proporzionato. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Peso: tra i 3 e i 4 kg.

  • Altezza al garrese: 21-25 cm nei maschi, 20-23 cm nelle femmine.

  • Mantello: lungo, setoso, bianco puro, senza sottopelo.

  • Testa: proporzionata al corpo, con occhi grandi, scuri e dal taglio leggermente obliquo.

  • Orecchie: pendenti, coperte da pelo lungo.

  • Coda: portata elegantemente curva sul dorso.

Nonostante la taglia contenuta, è un cane robusto e longevo.

Carattere

Il Maltese è un cane da compagnia per eccellenza. Il suo temperamento lo rende:

  • Affettuoso e legato al proprietario, spesso cerca il contatto fisico e non ama la solitudine.

  • Vivace e intelligente, facile da educare se si utilizza il rinforzo positivo.

  • Socievole con gli altri animali e con i bambini, purché trattato con rispetto.

  • Attento e talvolta diffidente con gli estranei, può sviluppare un leggero istinto da “cane da guardia”.

La sua indole equilibrata lo rende adatto sia a persone anziane che a famiglie con bambini.

Patologie veterinarie comuni

Nonostante sia generalmente sano e longevo (può vivere anche 14-16 anni), il Maltese può essere predisposto ad alcune condizioni patologiche, tra cui:

  • Problemi dentali: frequenti tartaro, gengiviti e parodontopatie; è importante iniziare la prevenzione già da cucciolo.

  • Lussazione della rotula: comune nei cani di piccola taglia, può causare zoppia intermittente.

  • Malattie oculari: come la cheratocongiuntivite secca e la cataratta.

  • Collasso tracheale: tipico dei toy dog, si manifesta con tosse stizzosa.

  • Lacrima acida: pigmentazione rossastra sotto gli occhi, legata a conformazione e qualità del pelo.

Un monitoraggio veterinario regolare è fondamentale per prevenire o trattare precocemente queste condizioni.

Consigli per i proprietari

Se stai pensando di accogliere un Maltese nella tua vita, ecco alcuni consigli utili:

  • Toelettatura regolare: il pelo lungo richiede spazzolature quotidiane e bagni frequenti per evitare nodi e cattivi odori.

  • Igiene orale: abituare fin da piccolo allo spazzolamento dei denti o all’uso di integratori specifici.

  • Alimentazione bilanciata: preferibilmente formulata per cani di taglia piccola, per mantenere il peso forma e la salute del mantello.

  • Attività fisica quotidiana: nonostante la taglia, il Maltese ha bisogno di passeggiate e stimoli mentali.

  • Controlli veterinari periodici: esami del sangue, valutazione ortopedica e controllo dentale sono raccomandati almeno una volta l’anno.

 

Il Maltese è molto più di un cane da salotto: è un compagno leale, gioioso e pieno di vitalità. Con le giuste cure e attenzioni veterinarie, saprà regalare anni di amore incondizionato.