Skip to main content
Prenota per un appuntamento : +39 049 9000440

Autore: silvia

Malattie trasmesse da zecche

Introduzione

Le zecche non sono soltanto parassiti fastidiosi: rappresentano un serio pericolo per la salute dei nostri animali e, in alcuni casi, anche per la nostra. Questi artropodi, durante il pasto di sangue, possono trasmettere virus, batteri e protozoi responsabili di malattie gravi, molte delle quali sono zoonosi (trasmissibili all’uomo).
Proteggere i nostri cani e gatti significa prevenire patologie potenzialmente letali e ridurre il rischio per la nostra famiglia. Vediamo quali sono le principali malattie trasmesse dalle zecche, i sintomi, come riconoscerle e soprattutto come prevenirle.

1. Perché le zecche sono così pericolose?

Le zecche sono parassiti ematofagi obbligati: per sopravvivere si nutrono del sangue dell’ospite. Durante questo processo possono trasmettere microrganismi patogeni come:

  • Batteri (Ehrlichia, Anaplasma, Borrelia).

  • Protozoi (Babesia).

  • Virus (alcuni responsabili di encefaliti).

Caratteristiche:

  • Attività stagionale: più attive in primavera e inizio autunno, ma con inverni miti possono essere presenti tutto l’anno.

  • Habitat: zone erbose, boschi, giardini, parchi cittadini.

  • Specie principali: in Italia, le più comuni sono Ixodes ricinus e Rhipicephalus sanguineus.

 

2. Le principali malattie trasmesse dalle zecche nei cani e gatti

Ehrlichiosi canina

  • Agente eziologico: Ehrlichia canis, batterio intracellulare.

  • Trasmissione: principalmente dalla zecca Rhipicephalus sanguineus.

  • Sintomi: febbre, anoressia, letargia, anemia, trombocitopenia, epistassi, perdita di peso.

  • Decorso: acuto, subclinico o cronico.

Anaplasmosi

  • Agente: Anaplasma phagocytophilum (granulocitica) e A. platys (trombocitopenica).

  • Sintomi: febbre, dolori articolari, rigidità, anemia, abbattimento.

Babesiosi (piroplasmosi)

  • Agente: Babesia canis.

  • Sintomi: anemia emolitica, ittero, urine scure, febbre alta.

  • Prognosi: grave se non trattata tempestivamente.

Borreliosi di Lyme

  • Agente: Borrelia burgdorferi.

  • Sintomi: zoppia intermittente, linfonodi ingrossati, febbre, abbattimento.

  • Rischio zoonotico: può colpire anche l’uomo.

(Nei gatti, meno frequenti ma possibili: Anaplasmosi e in alcuni Paesi Cytauxzoonosi).

3. Rischi per l’uomo: le zoonosi trasmesse dalle zecche

Alcune malattie veicolate dalle zecche possono colpire anche le persone:

  • Malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi).

  • Anaplasmosi.

  • Rickettsiosi.
    Per questo motivo proteggere il cane significa ridurre il rischio anche per la famiglia.

 

4. Come prevenire le infestazioni di zecche

Trattamenti antiparassitari regolari: spot-on, collari, compresse (scegliere prodotti di qualità e rispettare le scadenze).
Controllo del mantello dopo passeggiate in campagna o giardini.
Pulizia degli ambienti: erba corta, eliminare cumuli di foglie.
Rimozione sicura della zecca: mai a mani nude; utilizzare pinzette apposite e disinfettare la zona.

5. Cosa fare se sospetti una malattia da zecche

  • Visita veterinaria immediata: sintomi come febbre, inappetenza, abbattimento o urine scure richiedono controlli urgenti.

  • Esami diagnostici consigliati: emocromo, test rapidi (Ehrlichia/Anaplasma), PCR in casi sospetti.

  • Terapia: varia in base alla malattia (antibiotici, antiparassitari, supporto sintomatico).

 

FAQ – Domande frequenti dei proprietari

Le zecche sono pericolose solo in campagna?
No, possono essere presenti anche nei giardini e nei parchi cittadini.

I gatti che vivono in casa corrono rischi?
Sì, soprattutto se convivono con cani che escono all’aperto.

Posso contrarre la malattia toccando una zecca?
Il rischio principale è tramite morso, ma rimuoverla senza precauzioni può essere pericoloso.

Conclusione

Le malattie trasmesse dalle zecche non vanno sottovalutate. La prevenzione è la chiave: proteggete i vostri animali con antiparassitari regolari e controlli costanti. In caso di sintomi sospetti, rivolgetevi subito al veterinario. Ricorda: proteggere il tuo pet significa proteggere anche te!

Siamese

Il Siamese è una delle razze feline più affascinanti e riconoscibili al mondo, apprezzata per la sua eleganza, il carattere vivace e il legame stretto con il proprietario. Conosciamolo meglio attraverso la sua storia, le caratteristiche distintive, il temperamento e i consigli per mantenerlo in salute.

1. Origini e Storia della Razza

Il Siamese è originario del Siam, l’attuale Thailandia, dove era considerato un gatto sacro e veniva allevato nei templi e presso la corte reale. Nel XIX secolo la razza arrivò in Europa e negli Stati Uniti, diventando rapidamente popolare grazie al suo aspetto elegante e alla personalità unica.

2. Caratteristiche Fisiche

  • Taglia: media, corpo longilineo e muscoloso.

  • Peso: 3–5 kg mediamente.

  • Testa: triangolare con profilo diritto.

  • Orecchie: grandi, appuntite e ben aperte alla base.

  • Occhi: azzurri, a mandorla.

  • Mantello: corto, setoso, con colorazione pointed (muso, orecchie, zampe e coda più scuri rispetto al corpo).

  • Colori tipici: seal point, blue point, chocolate point, lilac point (esistono anche varianti red e tortie).

 

3. Carattere e Comportamento

Il Siamese è un gatto estroverso, socievole e molto comunicativo. Ama interagire con il proprietario e spesso sviluppa un forte attaccamento, tanto da essere definito “il gatto-cane” per la sua tendenza a seguire ovunque la persona di riferimento.

  • Intelligente e curioso: impara facilmente giochi e piccoli comandi.

  • Affettuoso e bisognoso di attenzioni: non ama restare solo per lunghi periodi.

  • Voce caratteristica: emette vocalizzi intensi e frequenti per comunicare.

 

4. Patologie Comuni nella Razza

Il Siamese, pur essendo generalmente robusto, può essere predisposto a:

  • Patologie ereditarie oculari

    • Strabismo e nistagmo (difetti congeniti tipici della razza).

    • Atrofia progressiva della retina (PRA) → perdita graduale della vista.

  • Cardiopatie

    • Cardiomiopatia dilatativa o ipertrofica (anche se meno frequente rispetto ad altre razze).

  • Patologie respiratorie

    • Stenosi nasale per conformazione cranica allungata.

  • Problemi dentali e gengivali

    • Tendenza alla gengivite cronica.

  • Neoplasie mammarie (nelle femmine non sterilizzate).

 

5. Consigli per il Proprietario

  • Alimentazione: dieta bilanciata, ricca di proteine animali. Evitare il sovrappeso, anche se il Siamese tende ad essere snello.

  • Stile di vita: è un gatto attivo, ama arrampicarsi e giocare; fornire tiragraffi e giochi interattivi.

  • Compagnia: soffre la solitudine, quindi è ideale per chi trascorre molto tempo in casa o può offrire la compagnia di un altro gatto.

  • Cura del mantello: semplice spazzolatura settimanale.

  • Prevenzione sanitaria:

    • Vaccinazioni regolari (in particolare per FeLV e panleucopenia).

    • Controlli veterinari periodici per occhi, denti e cuore.

    • Sterilizzazione consigliata per prevenire patologie riproduttive e comportamenti indesiderati.

Lagotto romagnolo

Il Lagotto Romagnolo è una delle razze italiane più apprezzate, conosciuta per il suo temperamento affettuoso e per le eccellenti doti da cercatore di tartufi. Questo cane, dal carattere vivace e dall’aspetto inconfondibile, è ideale sia come compagno di vita che come ausiliario in lavori di ricerca. Scopriamo insieme le sue caratteristiche principali, la storia, le patologie più frequenti e alcuni consigli per chi desidera accoglierlo in famiglia.

Origini e Storia del Lagotto Romagnolo

Il Lagotto Romagnolo ha radici antiche: originario della Romagna, veniva inizialmente impiegato come cane da riporto nelle valli e nelle paludi. Con il prosciugamento delle zone umide, la razza si è specializzata nella ricerca dei tartufi, diventando un vero esperto in questo settore.
Nel 1995 la razza è stata riconosciuta ufficialmente dalla FCI, e oggi è l’unica razza canina riconosciuta come specialista nella ricerca del tartufo.

Caratteristiche Fisiche

  • Taglia: media, con altezza al garrese tra i 41 e i 48 cm (maschi) e i 41-46 cm (femmine).

  • Peso: compreso tra 11 e 16 kg.

  • Mantello: riccio, denso e lanoso, con pelo idrorepellente che lo protegge dall’umidità.

  • Colori: bianco, bianco-arancio, marrone in varie tonalità, roano marrone.

  • Testa: di forma tondeggiante, con occhi grandi e dolci, in tonalità che vanno dal nocciola al marrone scuro.

Il pelo del Lagotto richiede cure costanti, con tosatura periodica e spazzolature frequenti per evitare nodi e mantenere la pelle sana.

Carattere e Comportamento

Il Lagotto è un cane intelligente, affettuoso e vivace, molto legato al suo nucleo familiare. Si adatta bene alla vita in appartamento, purché abbia spazi e tempo per sfogare le sue energie. È un cane curioso e collaborativo, che ama lavorare e apprendere: per questo eccelle nell’addestramento e negli sport cinofili.
Con i bambini si dimostra paziente e giocherellone, mentre può essere più riservato con gli estranei, senza mai risultare aggressivo.

Patologie Frequenti

Il Lagotto è generalmente una razza robusta, ma può essere predisposto ad alcune patologie di origine genetica:

  • Displasia dell’anca: comune in razze di taglia media.

  • Epilessia giovanile: una forma di epilessia benigna che tende a risolversi con la crescita.

  • Malattie oculari: come atrofia progressiva della retina (PRA).

  • Dermatiti: favorite dal pelo riccio e fitto se non ben curato.

Per ridurre il rischio, è importante affidarsi ad allevatori seri che effettuano controlli genetici sui riproduttori.

Consigli per i Proprietari

  1. Attività fisica: il Lagotto ha bisogno di movimento quotidiano e di stimolazione mentale, perfetto per passeggiate, giochi olfattivi e ricerca.

  2. Cura del mantello: spazzolare ogni settimana e programmare una toelettatura professionale ogni 2-3 mesi.

  3. Alimentazione equilibrata: per prevenire problemi articolari e mantenere il peso ideale.

  4. Visite veterinarie periodiche: controlli regolari, soprattutto per occhi e articolazioni.

  5. Addestramento positivo: inizia presto con la socializzazione e prediligi rinforzi positivi.

 

Conclusione

Il Lagotto Romagnolo è un cane straordinario: intelligente, affettuoso e versatile. Ideale per chi desidera un compagno dinamico e collaborativo, è una razza che regala grandi soddisfazioni, purché si dedichi tempo alla sua educazione, alla cura del mantello e alla prevenzione delle patologie ereditarie.

Polizze veterinarie: cosa coprono e quale scegliere

Negli ultimi anni, la medicina veterinaria ha compiuto enormi passi avanti: oggi possiamo contare su strumenti diagnostici avanzati, terapie mirate, chirurgia specialistica e percorsi terapeutici sempre più simili a quelli della medicina umana. Questo significa cure migliori e più efficaci per i nostri animali, ma anche un aumento dei costi legato all’utilizzo di tecnologie sofisticate, alla formazione continua dei professionisti e alla crescente specializzazione.

Una semplice visita può trasformarsi in un iter diagnostico complesso con ecografie, radiografie, esami di laboratorio, o richiedere interventi chirurgici e ricoveri, con spese che possono superare facilmente le centinaia o migliaia di euro.

In questo contesto, l’assicurazione veterinaria può rappresentare una risorsa preziosa: permette di affrontare le spese impreviste con maggiore serenità, evitando di dover rinunciare a cure importanti per motivi economici. Vediamo insieme quali sono le tipologie di polizze disponibili, cosa coprono e come scegliere quella più adatta al proprio animale.

Tipologie di assicurazioni veterinarie

Non tutte le polizze veterinarie sono uguali: esistono diverse formule assicurative pensate per esigenze e budget differenti. Conoscere le principali tipologie è il primo passo per scegliere quella giusta per il proprio animale.

1. Polizze per malattie e infortuni

Sono le più diffuse. Coprono una percentuale (di solito tra il 70% e il 90%) delle spese veterinarie sostenute a seguito di:

  • malattie improvvise o croniche;

  • traumi e incidenti;

  • visite specialistiche;

  • diagnostica (esami del sangue, radiografie, ecografie);

  • farmaci e terapie.

Alcune prevedono franchigie (una quota fissa a carico del proprietario) e massimali annuali.

2. Polizze chirurgiche

Pensate per coprire i costi degli interventi chirurgici, spesso elevati. Includono solitamente:

  • anestesia;

  • sala operatoria;

  • ricovero post-operatorio;

  • esami pre-chirurgici;

  • farmaci e controlli successivi.

Sono una scelta valida se si vogliono contenere i costi delle emergenze più gravi.

3. Polizze complete (o premium)

Sono le più costose ma anche le più estese: oltre a malattie e chirurgia, coprono spesso anche:

  • visite di routine;

  • vaccinazioni;

  • trattamenti antiparassitari;

  • check-up annuali;

  • sterilizzazione.

Alcune includono anche servizi aggiuntivi come l’assistenza telefonica veterinaria 24/7 o la copertura in caso di smarrimento dell’animale.

4. Polizze di responsabilità civile (RC)

Molto importanti soprattutto per i cani (obbligatorie per alcune razze o soggetti morsicatori), queste assicurazioni coprono i danni causati a terzi dall’animale:

  • morsi o aggressioni;

  • danni a cose o persone;

  • incidenti stradali causati dall’animale.

Non coprono le spese sanitarie dell’animale, ma proteggono il proprietario da richieste di risarcimento potenzialmente molto onerose.

Le coperture possono variare molto da compagnia a compagnia, ma in generale le polizze veterinarie includono:

✔️ Spese generalmente coperte:

  • Visite veterinarie per malattia o infortunio

  • Diagnostica: esami del sangue, radiografie, ecografie, TAC

  • Interventi chirurgici, anestesia e degenza

  • Farmaci prescritti dal veterinario

  • Fisioterapia o riabilitazione (nelle formule più complete)

  • Alcune vaccinazioni o trattamenti antiparassitari (solo in pacchetti “premium”)

❌ Spese non coperte:

  • Malattie preesistenti alla stipula della polizza

  • Cure estetiche (es. pulizia dentale non terapeutica, toelettatura)

  • Interventi non necessari dal punto di vista medico

  • Visite di routine se non previste dal contratto

  • Spese sostenute prima del periodo di carenza (di solito 30 giorni dall’attivazione)

Alcune razze possono essere escluse o avere premi assicurativi più alti, soprattutto se soggette a patologie genetiche (es. Bulldog inglese, Pastore Tedesco, Maine Coon). Anche l’età può influenzare l’accettazione: molte compagnie pongono un limite massimo (di solito 7-8 anni) per sottoscrivere la polizza.

‍ I miei consigli da veterinario per scegliere la polizza giusta

Se stai pensando di assicurare il tuo cane o gatto, ecco 5 consigli utili:

  1. Valuta la salute attuale e futura del tuo pet
    Se è giovane e sano, una polizza base può bastare. Se è di razza predisposta a problemi, meglio una copertura completa.

  2. Confronta più preventivi
    Leggi bene massimali, franchigie, limiti e condizioni di esclusione. Una polizza più economica può avere coperture molto limitate.

  3. Attenzione ai periodi di carenza
    La copertura non è immediata. In caso di emergenza subito dopo la stipula, potresti non avere rimborso.

  4. Informati su modalità di rimborso
    Alcune compagnie rimborsano direttamente il veterinario, altre richiedono che tu anticipi la spesa e presenti la fattura.

  5. Parlane con il tuo veterinario di fiducia
    Ogni animale è un caso a sé: chi lo cura regolarmente può aiutarti a valutare rischi e bisogni specifici.

In conclusione…

Le assicurazioni veterinarie sono uno strumento moderno ed efficace per affrontare con serenità gli imprevisti legati alla salute dei nostri animali. Non sostituiscono l’attenzione e la prevenzione, ma possono fare la differenza nei momenti più delicati.

Se hai domande o vuoi un consiglio personalizzato, puoi parlarne con me durante la visita: sarò felice di aiutarti a orientarti nella scelta più adatta per il tuo amico a quattro zampe.

Forasacchi: un pericolo silenzioso per cani e gatti

Durante la primavera e l’estate, i prati si riempiono di colori e profumi, ma anche di insidie nascoste. Una delle più sottovalutate è rappresentata dai forasacchi, ovvero le spighette secche di alcune graminacee selvatiche, che possono causare gravi problemi di salute nei nostri animali da compagnia. In questo articolo spieghiamo cosa sono, quali danni possono provocare e come prevenirli in modo efficace.

Cosa sono i forasacchi

I forasacchi sono le infiorescenze mature essiccate di alcune erbe spontanee appartenenti alla famiglia delle Poaceae (graminacee), come:

  • Avena fatua (avena selvatica)

  • Bromus spp. (forasacco comune)

  • Hordeum murinum (orzo selvatico)

A maturazione, le spighe si frammentano e rilasciano piccole spighette lanceolate, dotate di ariste (barbule sottili) orientate all’indietro, che funzionano come uncini naturali. Questa morfologia le rende capaci di penetrare facilmente tra i peli dell’animale e di migrare nei tessuti corporei, spingendosi in profondità e causando lesioni.

Perché sono pericolosi: migrazione e patologie associate

Dal punto di vista veterinario, i forasacchi rappresentano una vera e propria emergenza stagionale, in particolare nei mesi da maggio a settembre. La loro capacità di penetrazione unidirezionale li rende particolarmente insidiosi: una volta entrati nel corpo, non riescono a uscire spontaneamente e tendono a migrare, creando un tratto fistoloso infetto, ascessi o infezioni localizzate o sistemiche.

Le principali localizzazioni e i relativi sintomi sono:

1. Condotto uditivo

  • Segni: scuotimento continuo della testa, grattamento, dolore alla palpazione, abbassamento dell’orecchio, possibile otite purulenta.

  • Il forasacco può raggiungere anche il timpano, perforandolo.

2. Naso e cavità nasale

  • Segni: starnuti improvvisi, violenti e ripetuti, epistassi (sangue dal naso), scolo mucopurulento unilaterale.

  • A volte il forasacco raggiunge i seni paranasali.

3. Spazi interdigitali

  • Segni: zoppia, leccamento ossessivo, gonfiore localizzato, formazione di tragitti fistolosi con secrezione purulenta.

  • In alcuni casi può migrare fino alla zampa o al carpo.

4. Occhi e congiuntiva

  • Segni: lacrimazione intensa, blefarospasmo, congiuntivite, dolore alla manipolazione dell’occhio.

  • Possono danneggiare cornea e congiuntiva, causando ulcere.

5. Regione genitale e perianale

  • Più rara, ma possibile durante il leccamento o per penetrazione accidentale. Può dare origine a infezioni urinarie o vaginali.

6. Cute e sottocute (ascelle, inguine, collo)

  • Penetrazione diretta attraverso il mantello: si formano ascessi migranti, spesso dolorosi, con gonfiore, arrossamento e fuoriuscita di pus.

7. Torace e addome (raro ma grave)

  • Migrazione profonda con rischio di piotorace, pleurite, peritonite. Questi casi possono essere letali e richiedono chirurgia esplorativa urgente.

 

Diagnosi: quando sospettare un forasacco

La diagnosi può essere immediata nei casi semplici (come un corpo estraneo nel padiglione auricolare), ma in altri casi può risultare complessa. Strumenti diagnostici utilizzati:

  • Esame clinico e ispezione diretta

  • Otoscopia/endoscopia per orecchie, naso o faringe

  • Ecografia e radiografia per localizzare forasacchi migrati nel sottocute o torace

  • In alcuni casi, si ricorre alla chirurgia esplorativa per trovare il corpo estraneo.

 

Trattamento: come si interviene

Il trattamento varia in base alla localizzazione. In generale, si procede con:

  • Rimozione meccanica del forasacco (spesso in sedazione o anestesia)

  • Detersione della lesione

  • Terapia antibiotica per contrastare l’infezione secondaria

  • Antinfiammatori per ridurre il dolore e l’infiammazione

  • In casi gravi: intervento chirurgico per drenare un ascesso profondo o accedere a cavità toracica/ventrale.

È importante intervenire il prima possibile: un forasacco lasciato migrare può provocare danni estesi e complicazioni anche a distanza di giorni.

Prevenzione: proteggerli è possibile

La prevenzione è fondamentale e si basa su buone abitudini quotidiane durante la stagione estiva.

10 consigli utili:

  1. Evita le passeggiate in aree con erba alta e secca

  2. Controlla attentamente il pelo dopo ogni uscita

  3. Spazzola il mantello ogni giorno, soprattutto nei cani a pelo lungo o folto

  4. Esamina con attenzione le zampe, tra le dita, le ascelle, le orecchie e la zona inguinale

  5. Pulisci le orecchie regolarmente, con prodotti delicati

  6. Mantieni il pelo corto in zone a rischio (interdigitali, addome, ascelle)

  7. Utilizza pettorine o magliette protettive durante le passeggiate

  8. Controlla anche i gatti, soprattutto se escono in giardino

  9. Osserva il comportamento del tuo animale: se si gratta, starnutisce o si lecca insistentemente, potrebbe avere un forasacco

  10. Consulta subito il veterinario se noti sintomi sospetti

 

Conclusione

I forasacchi sono un pericolo sottile ma serio, che può passare inosservato finché non provoca danni anche gravi. Conoscere il problema, adottare strategie preventive e intervenire tempestivamente può fare la differenza per la salute del tuo cane o gatto.

Il Toyger

Il Toyger è una razza felina ancora poco conosciuta ma dall’aspetto affascinante e dal temperamento sorprendentemente equilibrato. Il suo nome nasce dall’unione di “toy” (giocattolo) e “tiger” (tigre), e descrive perfettamente il suo aspetto: un piccolo felino domestico con il mantello striato che ricorda quello del maestoso felino selvatico. Ma dietro il look da tigre si nasconde un gatto affettuoso e adattabile, perfetto per la vita in famiglia.

1. Caratteristiche fisiche

Il Toyger è stato selezionato a partire dagli anni ’90 con l’obiettivo di creare un gatto dall’aspetto selvaggio ma con un temperamento domestico. Le principali caratteristiche fisiche includono:

  • Taglia media: corpo muscoloso, lungo e atletico.

  • Mantello: corto, fitto e setoso, con striature scure (solitamente nere o marroni) su fondo dorato o aranciato.

  • Testa: larga e rotonda, con muso allungato e occhi piccoli e profondi, spesso di colore verde o ambra.

  • Zampe: forti e ben proporzionate, con dita lunghe.

  • Coda: lunga e spessa, spesso ad anelli, con estremità arrotondata.

Il disegno del mantello deve ricordare il pattern delle tigri: le strisce devono essere verticali, ben definite e irregolari.

2. Temperamento e comportamento

Contrariamente all’aspetto fiero e selvaggio, il Toyger ha un carattere molto dolce e socievole. Alcuni tratti distintivi del suo comportamento sono:

  • Affettuoso e legato al proprio umano, ama la compagnia e spesso segue il proprietario da una stanza all’altra.

  • Molto intelligente, impara facilmente piccoli giochi o comandi e può essere addestrato al guinzaglio.

  • Equilibrato: non è eccessivamente attivo né troppo pigro, si adatta bene sia in case spaziose che in appartamenti.

  • Curioso e giocherellone, ma mai aggressivo, adatto anche a famiglie con bambini.

3. Patologie veterinarie più comuni

Essendo una razza relativamente recente e selezionata, il Toyger è generalmente robusto, ma può essere predisposto ad alcune patologie:

  • Cardiomiopatia ipertrofica (HCM): come in molte razze feline, è consigliabile lo screening ecocardiografico periodico.

  • Problemi dentali: tendenza alla formazione di tartaro e gengivite.

  • Anomalie genetiche (rare): data la selezione genetica, è importante rivolgersi solo ad allevatori seri che testano i riproduttori.

  • Obesità: se non sufficientemente stimolato, può tendere a ingrassare.

4. Consigli per i proprietari

Chi sceglie un Toyger come compagno felino dovrebbe tenere presente alcune raccomandazioni:

  • Alimentazione controllata e bilanciata per evitare sovrappeso.

  • Attività quotidiana: arricchimento ambientale, giochi interattivi e momenti di gioco condivisi sono fondamentali.

  • Toelettatura semplice: il pelo corto richiede solo una spazzolatura settimanale.

  • Socializzazione: è un gatto che ama la compagnia, quindi non va lasciato solo a lungo.

  • Controlli veterinari regolari, inclusi test cardiaci, profilassi antiparassitaria e vaccinazioni.

 

Conclusione

Il Toyger è un felino che incanta per il suo aspetto esotico e conquista per la sua dolcezza. Adatto a chi cerca un gatto bello, intelligente e affettuoso, è una razza ideale per famiglie, single o anziani. Con le giuste attenzioni veterinarie e un ambiente stimolante, può regalare anni di compagnia affettuosa e divertente.

Malattie trasmissibili da cane e gatto all’uomo

Vivere con un cane o un gatto è un’esperienza meravigliosa che arricchisce le nostre giornate. Tuttavia, è importante sapere che alcuni microrganismi presenti nei nostri animali domestici possono essere trasmessi anche all’uomo: queste malattie si chiamano zoonosi.

Niente paura: con una buona prevenzione e una corretta igiene, la convivenza è sicura per tutta la famiglia. In questo articolo ti spiego quali sono le principali zoonosi trasmesse da cani e gatti, come si manifestano e cosa fare per evitarle.

Le zoonosi trasmesse dal cane

Leptospirosi

  • Come si trasmette: attraverso l’urina di animali infetti (soprattutto topi), contaminando acque stagnanti e pozzanghere.

  • Sintomi nel cane: febbre, vomito, diarrea, ittero, letargia. Nei casi gravi può causare insufficienza renale o epatica.

  • Sintomi nell’uomo: febbre, dolori muscolari, mal di testa, vomito. Se non trattata, può portare a complicazioni gravi.

  • Prevenzione: vaccinazione annuale, evitare acque sporche, protezione contro i roditori.

Giardiasi

  • Come si trasmette: ingerendo cisti del parassita presenti nelle feci, nell’acqua o su superfici contaminate.

  • Sintomi nel cane: diarrea alternata a feci molli e maleodoranti, gonfiore addominale, dimagrimento. Spesso è asintomatica.

  • Sintomi nell’uomo: diarrea, crampi, nausea, affaticamento.

  • Prevenzione: analisi fecali periodiche, igiene ambientale, disinfezione di ciotole e cucce.

 

Echinococcosi

  • Come si trasmette: tramite ingestione di uova del parassita presenti nelle feci del cane infetto.

  • Sintomi nel cane: generalmente asintomatico.

  • Sintomi nell’uomo: sviluppo di cisti in fegato, polmoni o cervello, anche dopo anni.

  • Prevenzione: sverminazione regolare, evitare che il cane mangi visceri crudi.

 

Tigna (Dermatofitosi)

  • Come si trasmette: contatto diretto con un cane infetto o superfici contaminate.

  • Sintomi nel cane: lesioni rotonde con perdita di pelo, prurito, croste.

  • Sintomi nell’uomo: macchie rosse pruriginose, rotonde, su braccia, mani, cuoio capelluto.

  • Prevenzione: trattamento veterinario, disinfezione, lavaggio mani dopo il contatto.

 

Rabbia (non presente in Italia)

  • Come si trasmette: attraverso il morso di un animale infetto.

  • Sintomi nel cane: aggressività, paralisi, morte.

  • Sintomi nell’uomo: sintomi neurologici gravi e letali.

  • Prevenzione: vaccinazione obbligatoria in Paesi a rischio, evitare contatti con randagi durante i viaggi.

 

Le zoonosi trasmesse dal gatto

Toxoplasmosi

  • Come si trasmette: attraverso le feci del gatto infetto, in particolare se il gatto caccia o mangia carne cruda.

  • Sintomi nel gatto: spesso assente, ma può causare febbre e problemi neurologici.

  • Sintomi nell’uomo: generalmente lievi, ma in gravidanza può causare malformazioni fetali.

  • Prevenzione: pulizia quotidiana della lettiera, uso di guanti, alimentazione cotta.

 

Malattia da graffio del gatto (Bartonellosi)

  • Come si trasmette: graffi o morsi, soprattutto da cuccioli.

  • Sintomi nel gatto: portatore sano.

  • Sintomi nell’uomo: febbre, linfonodi ingrossati, dolore, nei casi gravi infezioni oculari o neurologiche.

  • Prevenzione: taglio unghie, evitare giochi troppo vivaci, lavare subito i graffi.

 

Tigna

  • Come si trasmette: come nel cane, più frequente nei gattini e nei gatti randagi.

  • Sintomi nel gatto: alopecia, croste, desquamazione. A volte asintomatica.

  • Prevenzione: visite dermatologiche, igiene dell’ambiente.

 

Giardiasi, Salmonellosi e Campylobatteriosi

  • Come si trasmettono: contatto con feci, ciotole, carne cruda.

  • Sintomi nel gatto: diarrea, letargia, perdita di appetito.

  • Sintomi nell’uomo: diarrea, dolori addominali, febbre.

  • Prevenzione: igiene, evitare cibo crudo, disinfettare superfici e mani.

 

 Come prevenire le zoonosi: 6 regole fondamentali

  1. Effettua visite veterinarie regolari

  2. Fai analizzare le feci 1-2 volte l’anno

  3. Segui un programma di sverminazione e antiparassitari

  4. Mantieni l’igiene di ciotole, lettiere, cucce e mani

  5. Evita il contatto con feci, animali randagi o ambienti sporchi

  6. Educa i bambini al contatto corretto con gli animali

 

Il veterinario protegge tutta la famiglia

Il veterinario ha il compito non solo di  curare gli animali, ma anche di  tutelare la salute pubblica. Le zoonosi si prevengono con informazione, prevenzione e igiene, elementi fondamentali per una convivenza serena tra uomo e animale.

Welsh Corgi

Il Welsh Corgi è una razza canina affascinante, vivace e dotata di una personalità sorprendente. Originario del Galles, questo cane dalle zampe corte e dall’andatura simpatica ha conquistato il cuore di molti, diventando anche il fedele compagno della Regina Elisabetta II. In questo articolo, analizzeremo le principali caratteristiche del Welsh Corgi, la sua storia, il carattere, le principali patologie veterinarie e alcuni consigli utili per chi desidera adottarne uno.

1. Caratteristiche fisiche

Il Welsh Corgi si presenta in due varietà distinte, riconosciute come razze separate dalla FCI:

  • Pembroke Welsh Corgi

  • Cardigan Welsh Corgi

Entrambe le varietà hanno un aspetto simile, con corpo allungato, zampe corte, testa volpina, orecchie erette e sguardo vispo. Tuttavia, il Pembroke è generalmente più leggero e ha la coda corta o assente, mentre il Cardigan è leggermente più robusto e presenta una coda lunga.

Taglia media:

  • Peso: 9-14 kg

  • Altezza al garrese: 25-30 cm

  • Mantello: di media lunghezza, denso e resistente alle intemperie

  • Colori: fulvo, sabbia, rosso, tricolore o blu-merle (quest’ultimo solo nei Cardigan)

 

2. Storia della razza

Il Welsh Corgi è una delle razze più antiche della Gran Bretagna. Le sue origini risalgono a oltre mille anni fa e si ritiene che sia stato portato in Galles da artigiani fiamminghi. Inizialmente utilizzato come cane da pastore e da conduzione del bestiame, si è distinto per la sua agilità e intelligenza, nonostante la taglia contenuta. Il Pembroke è diventato popolare nel XX secolo grazie alla famiglia reale britannica, mentre il Cardigan, meno noto, mantiene un seguito fedele.

3. Carattere e temperamento

Il Corgi è un cane intelligente, attivo e affettuoso. Ama la compagnia umana e si lega molto alla famiglia, risultando un eccellente cane da compagnia. Nonostante le dimensioni ridotte, conserva l’indole da cane da lavoro: è vigile, deciso e, a volte, un po’ testardo. Va educato con coerenza sin da cucciolo, soprattutto per controllare l’abbaio, che può essere insistente.

Pregi comportamentali:

  • Ottimo con i bambini

  • Compatibile con altri animali se ben socializzato

  • Reattivo all’addestramento

  • Adatto anche alla vita in appartamento, purché faccia esercizio

 

4. Patologie veterinarie comuni

Come molte razze selezionate, il Welsh Corgi può essere predisposto ad alcune patologie ereditarie e strutturali. È importante che l’allevamento sia serio e che il veterinario effettui controlli regolari.

Principali problemi di salute:

  • Displasia dell’anca: più frequente nei Cardigan

  • Ernia discale: favorita dalla conformazione allungata della colonna vertebrale

  • Malattie oculari ereditarie: come l’atrofia progressiva della retina (PRA)

  • Obesità: il Corgi tende a ingrassare facilmente, con conseguenti problemi articolari

  • Malattia di von Willebrand: soprattutto nel Pembroke, può influire sulla coagulazione

Una dieta equilibrata, l’esercizio fisico quotidiano e visite veterinarie periodiche sono fondamentali per prevenire o tenere sotto controllo queste patologie.

5. Consigli per i proprietari

Chi sceglie un Corgi deve essere consapevole della sua energia e del bisogno di interazione. È un cane che soffre la solitudine e ha bisogno di sentirsi parte del gruppo familiare.

Raccomandazioni pratiche:

  • Fare lunghe passeggiate quotidiane

  • Evitare di farlo saltare spesso su divani o scale, per proteggere la colonna

  • Alimentazione controllata per evitare il sovrappeso

  • Stimolazione mentale: il Corgi ama apprendere e risolvere giochi

  • Socializzazione precoce per prevenire diffidenza o eccessiva territorialità

 

Conclusione

Il Welsh Corgi è un cane dalla forte personalità, intelligente, affettuoso e divertente. Con le giuste attenzioni veterinarie, una buona educazione e uno stile di vita attivo, può diventare un compagno eccezionale e fedele per molti anni. Se stai pensando di accogliere un Corgi nella tua vita, preparati a convivere con un piccolo cane… dal grande cuore!

Consigli per affrontare lo stress da trasporto nei nostri animali

L’estate è il momento perfetto per viaggiare con i propri animali, ma non tutti i cani e gatti affrontano bene lo spostamento, soprattutto in auto. Il trasporto può generare ansia, nausea, ipersalivazione e vocalizzazioni, e spesso rovina l’esperienza sia per il pet che per il proprietario. Per fortuna esistono strategie naturali e farmacologiche per rendere il viaggio più sereno e sicuro.

1. Cause dello stress da trasporto

Lo stress da viaggio è spesso legato a:

  • Associazione negativa con esperienze precedenti (visita veterinaria, separazioni)

  • Disorientamento e perdita di controllo

  • Rumori e vibrazioni dell’auto

  • Caldo eccessivo o scarsa ventilazione

  • Mal d’auto (cinetosi), più comune nei cuccioli e in alcune razze sensibil

 

2. Segnali di malessere da non sottovalutare

  • Ipersalivazione

  • Vomito

  • Tremori o agitazione

  • Miagolii, guaiti, abbaiare continuo

  • Leccamento compulsivo, iperattività o apatia

   

3. Soluzioni naturali per calmare cani e gatti

Ideali nei casi lievi o per preparare l’animale nei giorni precedenti al viaggio:

  • Feromoni sintetici (es. Adaptil®, Feliway®): simulano segnali calmanti naturali. Disponibili in spray, diffusori o collari.

  • Integratori a base di triptofano, teanina, GABA, valeriana o melissa: agiscono sul sistema nervoso con effetto rilassante, senza sedazione.

  • Fiori di Bach: il più usato è il Rescue Remedy®, utile nei momenti acuti di stress.

  • Routine di desensibilizzazione: brevi viaggi progressivi per abituare l’animale al trasporto.

  • Oli essenziali specifici (uso ambientale): lavanda o camomilla nebulizzate nel kennel o nell’auto (ma mai direttamente sull’animale e solo con supervisione veterinaria, soprattutto nei gatti).

 

4. Soluzioni farmacologiche (sotto consiglio veterinario)

Per cani o gatti che manifestano ansia intensa o mal d’auto:

  • Antiemetici (es. maropitant): efficaci contro nausea e vomito da cinetosi.

  • Ansiolitici leggeri (es. trazodone, gabapentin o alprazolam): agiscono sul controllo dell’ansia; vanno somministrati con anticipo e provati in ambiente domestico prima del viaggio.

  • Sedativi veri e propri: da usare solo in casi estremi e sotto stretto controllo veterinario; non sono raccomandati per viaggi lunghi o aerei.

Attenzione: ogni terapia deve essere personalizzata in base alla specie, all’età, al peso e alle condizioni cliniche dell’animale.

5. Consigli pratici per viaggi sereni

  • Non somministrare cibo 4-6 ore prima del viaggio

  • Usare trasportini comodi, ben areati e fissati saldamente

  • Creare un ambiente familiare nel kennel (copertina, giochi, odori noti)

  • Fermarsi ogni 2-3 ore per fare pipì, bere e sgranchirsi

  • Evitare musica ad alto volume, frenate brusche e sbalzi termici

  • Viaggiare con aria condizionata o finestre aperte, ma senza correnti dirette

 

Conclusione

Viaggiare con il proprio animale può essere piacevole e sicuro, a patto di prepararlo con anticipo e con i giusti strumenti. Un mix di approccio naturale, farmacologico mirato (se necessario) e buone pratiche può fare la differenza tra un viaggio stressante e un’estate serena per tutta la famiglia, anche quella a quattro zampe.