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Estate in montagna con il cane: consigli e precauzioni


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Le vacanze in montagna sono una delle esperienze più piacevoli da condividere con il proprio cane. Passeggiare tra boschi, sentieri, prati e laghi rappresenta un’importante fonte di benessere fisico e mentale per entrambi: il cane può esplorare nuovi odori, svolgere attività fisica e vivere esperienze stimolanti, rafforzando al tempo stesso il legame con il proprio proprietario.

Tuttavia, la montagna è un ambiente naturale che presenta anche alcune insidie. Una buona pianificazione e la conoscenza dei principali rischi permettono di prevenire gran parte degli incidenti e di godersi l’escursione in totale serenità.

Preparare il cane prima della partenza

Non tutti i cani sono adatti ad affrontare qualsiasi tipo di percorso. Prima di scegliere un itinerario è importante considerare diversi fattori:

  • età del cane;
  • stato di salute generale;
  • razza e conformazione fisica;
  • livello di allenamento;
  • temperatura prevista e difficoltà del sentiero.

Cuccioli, cani anziani, soggetti in sovrappeso o affetti da patologie cardiache, respiratorie o ortopediche potrebbero affaticarsi molto più facilmente. Anche le razze brachicefale (come Bulldog Inglese, Carlino o Bulldog Francese) sono particolarmente predisposte ai colpi di calore e richiedono maggiore attenzione.

Se il cane non è abituato a lunghe camminate, è preferibile aumentare gradualmente l’attività fisica nelle settimane precedenti alle vacanze.

Lo zaino del cane: cosa non deve mai mancare

Prima di partire è utile preparare un piccolo kit dedicato al proprio amico a quattro zampe.

È consigliabile portare sempre con sé:

  • acqua fresca in abbondanza;
  • una ciotola pieghevole;
  • qualche snack energetico;
  • guinzaglio e pettorina ben regolata;
  • sacchetti igienici;
  • asciugamano in microfibra;
  • una coperta leggera per le soste;
  • pinzetta per eventuali spine o zecche;
  • soluzione fisiologica per lavare occhi o piccole ferite;
  • materiale per un primo bendaggio in caso di escoriazioni.

Se il cane assume farmaci, è importante ricordarsi di portarli durante tutta la vacanza.

Identificazione e prevenzione

Prima della partenza è sempre opportuno verificare che:

  • il microchip sia registrato correttamente;
  • il cane indossi una medaglietta con un recapito telefonico aggiornato;
  • vaccinazioni e profilassi antiparassitarie siano in regola.

Boschi e prati rappresentano infatti l’habitat ideale di zecche e pulci, responsabili della trasmissione di diverse malattie infettive. Utilizzare prodotti antiparassitari efficaci è la migliore forma di prevenzione.

Durante l’escursione

Anche in montagna il caldo può rappresentare un rischio importante, soprattutto nelle giornate estive con elevata esposizione al sole.

Per ridurre il rischio di colpo di calore è consigliabile:

  • partire al mattino presto o nel tardo pomeriggio;
  • evitare le ore centrali della giornata;
  • offrire frequentemente acqua fresca;
  • fare soste regolari all’ombra;
  • non costringere il cane a mantenere un ritmo superiore alle proprie capacità.

È bene ricordare che un cane molto affaticato può manifestare rallentamento, respirazione eccessivamente accelerata, salivazione abbondante, debolezza e disorientamento: sono tutti segnali che richiedono una sosta immediata.

Guinzaglio: non è solo una questione di regole

Molti proprietari preferiscono lasciare il cane libero durante le passeggiate, ma in montagna questa scelta può comportare diversi rischi.

Tenere il cane al guinzaglio permette di prevenire:

  • incontri ravvicinati con fauna selvatica;
  • inseguimenti di caprioli, cervi o marmotte;
  • cadute in dirupi o zone impervie;
  • contatti con bovini al pascolo o cani da guardiania;
  • morsi di vipera durante l’esplorazione della vegetazione.

In molte aree naturali e parchi il guinzaglio è inoltre obbligatorio per tutelare la fauna locale.

Attenzione ai cuscinetti plantari

Sentieri rocciosi, ghiaia, pietre appuntite e lunghi dislivelli possono mettere a dura prova i cuscinetti plantari.

Al termine della passeggiata è consigliabile controllare accuratamente le zampe verificando la presenza di:

  • tagli;
  • abrasioni;
  • screpolature;
  • spine;
  • piccoli sassolini;
  • forasacchi tra le dita.

Un controllo quotidiano consente di individuare precocemente eventuali lesioni evitando complicazioni.

Forasacchi: un rischio spesso sottovalutato

Durante la stagione estiva i forasacchi rappresentano una delle emergenze più frequenti.

Queste spighe secche possiedono una particolare conformazione che permette loro di avanzare nei tessuti senza poter tornare indietro.

Possono penetrare:

  • nel naso;
  • nelle orecchie;
  • negli occhi;
  • tra le dita;
  • sotto la pelle.

Se il cane inizia improvvisamente a starnutire ripetutamente, scuote la testa con insistenza, tiene un occhio chiuso o si lecca continuamente una zampa, è opportuno rivolgersi rapidamente al veterinario.

Il pericolo delle zecche

Dopo ogni escursione è buona norma ispezionare accuratamente tutto il mantello.

Le zone da controllare con maggiore attenzione sono:

  • testa;
  • orecchie;
  • collo;
  • ascelle;
  • inguine;
  • spazi interdigitali;
  • base della coda.

Una zecca rimossa precocemente riduce il rischio di trasmissione di numerose malattie infettive.

Incontri con la fauna selvatica

In montagna è possibile imbattersi in cervi, caprioli, volpi, cinghiali e altri animali selvatici.

È importante non incoraggiare mai il cane all’inseguimento. Oltre al rischio di incidenti, l’animale potrebbe perdersi o riportare traumi.

Anche le mucche al pascolo con i propri vitelli possono diventare particolarmente protettive se percepiscono il cane come una minaccia.

Morso di vipera: come riconoscerlo

Tra i pericoli più importanti delle escursioni in montagna rientra il morso di vipera.

Le vipere italiane sono generalmente animali schivi e tendono ad attaccare solo quando vengono sorprese o calpestate accidentalmente. I cani vengono morsi soprattutto sul muso, sul naso o sugli arti anteriori mentre annusano tra l’erba o sotto i cespugli.

Il veleno possiede principalmente un’azione citotossica ed emotossica: provoca danni ai tessuti, edema, dolore intenso e alterazioni della coagulazione del sangue. Nei soggetti più piccoli, anziani o debilitati possono comparire anche gravi effetti sistemici.

I sintomi possono comprendere:

  • dolore improvviso;
  • gonfiore rapido e marcato;
  • presenza di due piccoli fori;
  • abbattimento;
  • vomito;
  • ipersalivazione;
  • difficoltà respiratoria;
  • collasso nei casi più gravi.

Cosa fare in caso di morso

Il fattore più importante è il tempo.

Se si sospetta un morso di vipera è necessario:

  • mantenere il cane il più possibile tranquillo;
  • limitarne i movimenti per rallentare la diffusione del veleno;
  • trasportarlo in braccio se le dimensioni lo permettono;
  • contattare immediatamente il veterinario o il pronto soccorso veterinario;
  • raggiungere la struttura nel minor tempo possibile.

Cosa NON bisogna fare

Molti rimedi “tradizionali” sono inutili o addirittura dannosi.

È importante evitare di:

  • incidere la ferita;
  • succhiare il veleno;
  • applicare lacci emostatici;
  • utilizzare ghiaccio direttamente sulla lesione;
  • disinfettare con sostanze irritanti;
  • somministrare farmaci senza prescrizione veterinaria.

Il trattamento viene stabilito dal veterinario in base alle condizioni cliniche del paziente e può comprendere fluidoterapia, analgesia, monitoraggio della coagulazione, esami ematologici seriati e, nei casi selezionati, la somministrazione del siero antiofidico.

Dopo ogni passeggiata

Una volta rientrati è consigliabile dedicare qualche minuto a un controllo completo del cane.

Verificate:

  • mantello e cute;
  • zampe e cuscinetti;
  • orecchie;
  • occhi;
  • presenza di zecche o forasacchi;
  • eventuali ferite o zoppie.

Un controllo accurato permette spesso di individuare piccoli problemi prima che diventino vere emergenze.

Conclusioni

La montagna rappresenta un ambiente straordinario da vivere insieme al proprio cane, capace di offrire benefici fisici e mentali ad entrambi. Con una buona preparazione, un equipaggiamento adeguato e il rispetto dei tempi e delle capacità dell’animale, è possibile affrontare le escursioni in piena sicurezza.

La prevenzione rimane sempre l’arma più efficace: scegliere percorsi adatti, mantenere aggiornate le profilassi, controllare il cane al termine di ogni passeggiata e sapere come comportarsi in caso di emergenza possono fare la differenza.

Per qualsiasi dubbio prima della partenza o in caso di incidenti durante l’escursione, il vostro medico veterinario rimane il punto di riferimento più importante per garantire una vacanza serena e sicura al vostro compagno di avventure.

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